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Office space

Di: Mike Judge
Con: Ron Livingston (non è Ted di HIMYM), Jennifer Aniston (doveva ancora sposarsi con Brad Pitt), Stephen Root (il personaggio per cui vale la pena guardare il film)
Anno: 1999
Genere: commedia

Foto tratta da: creepersreview.blogspot.it
Scritto e diretto dal creatore del cartone animato "Beavis and Butt-head", tale film è considerato un vero e proprio cult della commedia nordamericana. Quest'ultima, specialmente nei film di massa degli anni novanta, era abbastanza piatta, quasi da "Mamma ho perso l'aereo", ripetitiva e non tanto finemente razzista. In questo lungometraggio troviamo un po' tutto questo, compreso un finale clamorosamente frivolo e ben poco veritiero.
Una banda di impiegati di un'azienda di software vivono il lavoro come una vera e propria seccatura, dalla noia al capo antipatico, dalla sottomissione alle pratiche che sembrano tutte uguali. Un bel giorno, figlio anche di una riduzione di personale, decidono di attuare un piano: immettere un virus nel sistema in grado di arrotondare all'accesso i conti, portando quei centesimi di troppo in un conto da loro aperto. La somma che entra è sproporzionata, si rimangiano il piano una volta effettuato e vanno nel panico. Finisce tutto a tarallucci e vino.
La commedia c'è, le risate pure. Quest'ultime, più di una volta, si presentano in una dose così massiccia che ti ritrovi quasi a dover stoppare il film. Ma capita ben poche volte. Anche se non si tratta di un personaggio veramente principale, il prodotto deve molto all'interpretazione di Stephen Root (Milton, in foto), un estremo Fantozzi americano con l'aggiunta della balbuzie. Personalmente, abbastanza inspiegabile il fatto che si tratti di un cult, come l'orrenda traduzione del titolo in salsa italiana.

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