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Le samouraï

Di: Jean-Pierre Malville
Con: Alai Delon (Frank Costello, il calmo), Francois Périer (l'ispettore altezzoso), Nathalie Delon (Jane Lagrange)
Anno: 1967
Genere: Noir/Poliziesco/Thriller

Foto tratta da: spietati.it

"Atipico" è il primo termine che mi viene in mente per riassumere, con una sola parola, questo film. Atipico perché è un noir dove regna, per tutto il tempo in cui resti disteso sul divano, un clima di totale pace. Sparatoria? Pace. Uccisione? Pace. Pedinamento? Pace. Un film che rispecchia l'animo del protagonista, che vive ogni aspetto della sua vita con una pace interiore opposta a quello di un, per dire, Adriano Pappalardo.
Seguendo il proprio modo di vivere, il giovane Frank Costello (Alain Delon) mantiene una singola espressione per ogni tipo di avvenimento che lo vede coinvolto in una qualsiasi giornata. Una certa coerenza bisogna pur mantenerla, no? Simpatica la questione per cui l'amante/la copertura di Costello è la vera moglie di colui che interpreta il personaggio da coprire, quindi Nathalie Delon (Jane Lagrange) per la prima e voi sapete chi per il secondo. La pianista (Cathy Rosier) sembra una Rihanna di fine anni '60 e, in preda ad un altro vaneggio personale, ad un certo punto sembra comparire un Pierce Brosnan di mezza età, che all'epoca, nella vita di tutti i giorni che viviamo, stava spegnendo la quattordicesima candelina. "No, non era lui".
"Che pirla, ruba sempre quell'orrenda macchina" ... e poi leggi, grazie ad un astuto fiuto (post, post, posticipato), che era una scelta mirata da parte dello sceneggiatore e tutte quelle chiavi dovevano pur fartelo capire. Siamo di fronte ad un classico ... calmo ... ma per me resta un: "merita, sì, ma detto con poca convinzione"

= tendente al +


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