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Buster's mal heart

Di: Sarah Adina Smith
Con: Rami Malek (Mr. Robot che non fa Mr. Robot), Kate Lyn Sheil (la moglie di Mr. Robot che non fa Mr. Robot), Dj Qualls (un Mr. Robot mentale)
Anno: 2017
Genere: Surreale

Foto tratta da: wellgousa.com
Un film che cavalca un personaggio. Rami Malek, da qualche anno a questa parte, per tutti è Mr. Robot, protagonista di una serie tv di successo riguardante un nerd, drogato, solitario e che, a sua insaputa, scombina i piani del genere umano. E in questo prodotto non si discosta molto da quello che fa nella serie televisiva, con la solita espressione da perso e una voglia di vivere pari a quella di un comodino usurato dal tempo.
Siamo di fronte ad un Into the wild 2.0, dove la voglia di libertà, in questo caso, è dovuta al fatto di vivere una vita monotona, magari anche felice, ma che non ti riserverà nulla di nuovo per il resto dei tuoi giorni. Lavora come concierge notturno in un hotel e la sua voglia di libertà viene stimolata da un cliente senza nome (Dj Qualls), che con vaneggi senza senso e promessi viaggi verso la libertà gli scombussola l'intera vita. Una vita felice, con una moglie ed una piccola figlia, si trasforma in un incubo: vive male, si altera, prende sonno in piedi e, infine, le uccide entrambe. Sì, perché il cliente senza nome non è mai esistito, è semplicemente una sua proiezione (dice nulla la seconda stagione di Mr. Robot?) estremizzata di una realtà che ormai detesta. Gira per case di montagna, si intrufola, gira quadri, gira un po' di tutto in attesa di questa fantomatica "inversione", dove tutto verrà capovolto e quello che fino a due secondi era considerato buono diventerà malvagio. Un uomo perso, come tanti creativi senza tetto che trovi lungo una qualsiasi città popolata, che non riesce a capire se si trova in una montagna o in una barca. E' uno? Sono due? Te spettatore lo mandi a fare in culo, ridi di un finale che può avere infiniti significati e lo accetti per quello che è: un film che voleva puntare in alto ma che si perde per strada.

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