Di: Joshua Locy
Con: Andre Royo (Bubbles di The Wire), Kellee Stewart (la facilona tendente alla depressione), George Sample III (l'anima del film)
Anno: 2016
Genere: drammatico
Esistono lungometraggi che ti entrano dentro, un po' come quando mangi un dolce così buono che te lo sogni anche la notte. Tale prodotto ha questo merito: è come un dolce buono, buono, buono e con il passare del tempo diventa sempre più buono.
La base è molto semplice: questo esce di galera dopo tre anni, nessuno lo calcola, trova l'amicizia di un tipo alquanto calmo, viene deluso dalla vita e muore, come l'amico alquanto calmo. Di punti forti ce ne sono molti, ne butto giù tre giusto per non dilungarmi: a) il modo in cui viene raccontato, pieno di calma e in grado di farti capire o sentire come il protagonista, o il suo amico, si ritrova(no) in un mondo in cui non ha(nno) più nulla; b) il senso di smarrimento del personaggio interpretato da George Sample III (Jeremy Pittman) ed il suo rapporto con Ashley (Andre Royo), che fino alla scena finale sembrava di "sopravvivenza" e invece si rivela "di contorno", c) la velata cattiveria con cui viene raccontata la vita di tutti i giorni di un qualcuno che non ha nulla, se non la voglia di lottare contro quella vita di tutti i giorni in cui non ha nulla.
Siamo di fronte ad uno di quei film da doppio pubblico: critici perplessi, spettatori stupiti. Perplessi di cosa? Sembra una critica assai forzata, cari critici. Un must da avere in qualsiasi copia fisica.
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Con: Andre Royo (Bubbles di The Wire), Kellee Stewart (la facilona tendente alla depressione), George Sample III (l'anima del film)
Anno: 2016
Genere: drammatico
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| Foto tratta da: entervideo.net |
La base è molto semplice: questo esce di galera dopo tre anni, nessuno lo calcola, trova l'amicizia di un tipo alquanto calmo, viene deluso dalla vita e muore, come l'amico alquanto calmo. Di punti forti ce ne sono molti, ne butto giù tre giusto per non dilungarmi: a) il modo in cui viene raccontato, pieno di calma e in grado di farti capire o sentire come il protagonista, o il suo amico, si ritrova(no) in un mondo in cui non ha(nno) più nulla; b) il senso di smarrimento del personaggio interpretato da George Sample III (Jeremy Pittman) ed il suo rapporto con Ashley (Andre Royo), che fino alla scena finale sembrava di "sopravvivenza" e invece si rivela "di contorno", c) la velata cattiveria con cui viene raccontata la vita di tutti i giorni di un qualcuno che non ha nulla, se non la voglia di lottare contro quella vita di tutti i giorni in cui non ha nulla.
Siamo di fronte ad uno di quei film da doppio pubblico: critici perplessi, spettatori stupiti. Perplessi di cosa? Sembra una critica assai forzata, cari critici. Un must da avere in qualsiasi copia fisica.
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