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A ghost story

Di: David Lowerty
Con: Casey Affleck (l'umano ed il fantasma), Rooney Mara (quella che mangia una torta intera), Will Oldham (l'esistenzialista)
Anno: 2017
Genere: drammatico, visionario

Foto tratta da: o-cinema.org

Non siamo di fronte ad un lungometraggio piatto ed incentrato sulla sola esistenza, altrettanto piatta, di un fantasma che torna nel luogo in cui è destinato a restare per l'eternità. Di primo impatto potrebbe essere visto in tale modo, dopotutto David Lowerty si avvale di piani sequenza lunghissimi e di una quasi inesistente parte vocale. Il film, in verità, pone e cerca di rispondere, a suo modo, a molte domande esistenziali difficili da porre o da studiare.
Tutto ruota sul concetto della, come già detto, esistenza stessa: in una vita così breve, di media viviamo ottanta anni più o meno, ha senso legarsi così tanto a qualcosa? Da morti, quelle cose per cui abbiamo pianto, litigato e gioito, dopo quanto non le ricorderemo più? Anche se con qualche pizzico di comicità forzata, vedi la scena dei due fantasmi che si vedono da una finestra all'altra, il prodotto è di una tristezza infinita. Una tristezza che a visione conclusa ti rende felice, poiché il film è da osannare in ogni suo piccolo aspetto, dal concetto in se stesso al fatto che sia stato fatto, così bene, con soli 100.000$ a disposizione ed in totale segreto in una casa che stava, veramente, per essere demolita.
Probabilmente siamo di fronte ad uno di quei prodotti underground, fatti anche un po' di nascosto, nonostante abbia guadagnato un bel po' di soldi al botteghino, che negli ultimi anni piacciono così tanto all'Academy (per quanto possa valere). Come sentiremo parlare delle interpretazioni, con una parte femminile ben sopra la media stagionale.

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