Di: Paul Negoescu
Con: Dorian Boguta (l'eterno perdente), Dragos Bucur (l'amante della scommessa facile), Alexandru Papadopol (l'esperto dell'epoca tardo romana)
Anno: 2017
Genere: commedia
Per quanto mi riguarda, il cinema proveniente dalla Romania è sempre stato questo: ...! Ecco, il nulla, ci siamo capiti. Può essere che sia incappato in qualcosa proveniente da tale nazione, ma totalmente senza coscienza. Non perché snobbi il suddetto posto, il cinema è bello nella sua totalità, ma per il semplice motivo che non era mai capitato che mi finisse tra i piedi.
Tale lungometraggio è una piccola gemma. E' uno di quei classici film che guarderesti anche quattro volte in un giorno, perché tutto sembra messo al posto giusto e nel migliore dei modi. La comicità è pura arte, specialmente nel prendere in giro se stessi, e la messa in scena, a tratti, ricorda i lavori di Roy Andersson, dove non è la cinepresa che cerca la scena ma è quest'ultima che cerca la cinepresa. Camera fissa e il tutto viene riempito come fosse un quadro.
Quando in un film con una trama lineare ti capita di pensare, più volte, che quel frammento potrebbe starci bene anche in un contesto isolato, beh, nelle commedie, per quanto mi riguarda, è un qualcosa di molto positivo. I tre attori principali tengono lo schermo egregiamente, con il personaggio di Sile (Dragos Bucur) una spanna sopra per il mix di sfacciataggine, ossessione e fallimento.
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Con: Dorian Boguta (l'eterno perdente), Dragos Bucur (l'amante della scommessa facile), Alexandru Papadopol (l'esperto dell'epoca tardo romana)
Anno: 2017
Genere: commedia
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| Foto tratta da: rarefilm.net |
Tale lungometraggio è una piccola gemma. E' uno di quei classici film che guarderesti anche quattro volte in un giorno, perché tutto sembra messo al posto giusto e nel migliore dei modi. La comicità è pura arte, specialmente nel prendere in giro se stessi, e la messa in scena, a tratti, ricorda i lavori di Roy Andersson, dove non è la cinepresa che cerca la scena ma è quest'ultima che cerca la cinepresa. Camera fissa e il tutto viene riempito come fosse un quadro.
Quando in un film con una trama lineare ti capita di pensare, più volte, che quel frammento potrebbe starci bene anche in un contesto isolato, beh, nelle commedie, per quanto mi riguarda, è un qualcosa di molto positivo. I tre attori principali tengono lo schermo egregiamente, con il personaggio di Sile (Dragos Bucur) una spanna sopra per il mix di sfacciataggine, ossessione e fallimento.
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