Di: Alain Guiraudie
Con: Damien Bonnard (un nosense maschile), India Hair (l'allevatrice zoccola), Raphael Thiery (quello che sembra Andre The Giant)
Anno: 2016
Genere: drammatico surrealismo
Da un anno sentivo parlare della scena scandalo di questo film, osannata e presa per i fondelli nella stessa dose percentile. Una scena che ti condiziona l'intera visione del lungometraggio, perché sai di cosa si tratta ma non ne cogli il motivo per cui debba essere utilizzata. Poi, dal nulla, accade. Non che sia buttata in un contesto senza senso, il regista cerca di aprire la strada, ma vedere un uomo sulla quarantina ingropparsi un vecchio in fin di vita giusto per regalargli una morte felice, beh, suvvia, è un qualcosa di difficile da digerire in pochi secondi.
Nonostante ciò, il film è molto ambizioso. Cerca di scavare nell'animo umano, anche in qualche altro posto sembra, di un protagonista (Damien Bonnard) che non sembra avere ambizioni ed interesse in questa vita terrena. Il personaggio di Leo è alla ricerca di nuove ispirazioni per una sceneggiatura, ma sembra più una scusa per vagare senza meta in una Francia fatta di pecore e colline. Finisce in un vortice di nosense, dal rischio di andare a letto con il suocero alle voglie di diventare un barbone, in cui trascina anche lo spettatore. Voluto? Non voluto? Disorienta, questo sì, e non colpisce con forza.
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Con: Damien Bonnard (un nosense maschile), India Hair (l'allevatrice zoccola), Raphael Thiery (quello che sembra Andre The Giant)
Anno: 2016
Genere: drammatico surrealismo
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| Foto tratta da: shangols.canalblog.com |
Nonostante ciò, il film è molto ambizioso. Cerca di scavare nell'animo umano, anche in qualche altro posto sembra, di un protagonista (Damien Bonnard) che non sembra avere ambizioni ed interesse in questa vita terrena. Il personaggio di Leo è alla ricerca di nuove ispirazioni per una sceneggiatura, ma sembra più una scusa per vagare senza meta in una Francia fatta di pecore e colline. Finisce in un vortice di nosense, dal rischio di andare a letto con il suocero alle voglie di diventare un barbone, in cui trascina anche lo spettatore. Voluto? Non voluto? Disorienta, questo sì, e non colpisce con forza.
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