L'onda c'ha portato a focalizzarci sulle sole serie tv, in queste ultime settimane dove nulla ci sembrava sensato e degno di interesse. Un periodo di spegnimento mentale, dove anche un moderno film di Neri Parenti sarebbe stato ben accetto. Abbiamo vagato, a tentoni, in un mondo che si fa prendere, coccolare e gettare come una cartina contenente un cioccolatino. Siamo stati in grado di saltare da un pilot all'altro senza sentirci in colpa una volta abbandonati, come se tutto fosse normale. Ci siamo adattati.
Suburra
Una serie che hanno pubblicizzato anche nei cessi degli autogrill. "La prima serie italiana prodotta da Netflix". Eh beh, c'ha incuriosito e l'abbiamo guardata. E tutta: miracolo. Partiamo dal presupposto che non è stato guardato il film, comunque totalmente inutile essendo una serie-prequel. Di serie italiana con brand globale ne esiste una e questa, dal dialetto al pochissimo noir, non si avvicina minimamente. Personaggi pomposi, certi non proprio nel ruolo e tanto magna magna che non prende così tanto. La si divora perché siamo intrigati dal marciume morale, dove in questa serie abbonda, ma alla fine delle dieci puntate non si sente l'esigenza di un secondo capitolo. Per questo c'è il film o no?
The Deuce
Puttane, USA, scrittori (e alcuni attori) di "The Wire", un James Franco arrogante che si sdoppia, dei dialoghi spaziali: ha tutto per essere seguita. Sarà iniziata da un mese, più o meno, e siamo ancora fermi alla quarta puntata. Stiamo cercando di capire il motivo, perché ci gasa e non poco. Deve esserci sicuramente qualcosa che non torna. Forse il fatto che sia ambientato negli anni settanta? Difficile da dire. Dobbiamo capirne il motivo.
This Country
Prodotto comico della BBC, inglese al 100% nel suo essere. Per seguire tali prodotti devi avere una comicità ben precisa, per nulla italiana, molto cruda ed autolesionista. Noi ce l'abbiamo, giusto? Sì, perché è uno dei prodotti che abbiamo apprezzato di più negli ultimi anni. Non c'è nulla che non quadra, tranne il fatto che ogni tanto calano troppe lacrime dagli occhi e bisogna mettere in pausa la puntata. Epica vittoria.
Louie
No, non l'abbiamo appena iniziata. Sì, l'abbiamo visionata un'infinità di volte. Siamo incappati a leggere un libro che rapporta la filosofia alla comicità di Louis CK, ci siamo intrippati ed abbiamo deciso di ripartire con la serie tv. Nel tempo perso, tipo prima di andare tra le braccia di Morfeo o droppando notevoli pensieri su di un water.
Mindhunter
Difficilmente molliamo. Vogliamo vedere tutto in lingua originale con i sottotitoli inglesi, perché siamo degli altezzosi coglioni. Dopo due tentativi, naufragati poco dopo la metà del primo episodio, abbiamo deciso di passare ai sottotitoli in italiano. Per ora c'è venuta solo l'idea, non siamo ancora ripartiti, quindi probabilmente riproveremo con l'inglese. Al diciottesimo fallimento, forse, ce ne faremo una ragione. Abbiamo mollato all'università ma non qua.
Suburra
Una serie che hanno pubblicizzato anche nei cessi degli autogrill. "La prima serie italiana prodotta da Netflix". Eh beh, c'ha incuriosito e l'abbiamo guardata. E tutta: miracolo. Partiamo dal presupposto che non è stato guardato il film, comunque totalmente inutile essendo una serie-prequel. Di serie italiana con brand globale ne esiste una e questa, dal dialetto al pochissimo noir, non si avvicina minimamente. Personaggi pomposi, certi non proprio nel ruolo e tanto magna magna che non prende così tanto. La si divora perché siamo intrigati dal marciume morale, dove in questa serie abbonda, ma alla fine delle dieci puntate non si sente l'esigenza di un secondo capitolo. Per questo c'è il film o no?
The Deuce
Puttane, USA, scrittori (e alcuni attori) di "The Wire", un James Franco arrogante che si sdoppia, dei dialoghi spaziali: ha tutto per essere seguita. Sarà iniziata da un mese, più o meno, e siamo ancora fermi alla quarta puntata. Stiamo cercando di capire il motivo, perché ci gasa e non poco. Deve esserci sicuramente qualcosa che non torna. Forse il fatto che sia ambientato negli anni settanta? Difficile da dire. Dobbiamo capirne il motivo.
This Country
Prodotto comico della BBC, inglese al 100% nel suo essere. Per seguire tali prodotti devi avere una comicità ben precisa, per nulla italiana, molto cruda ed autolesionista. Noi ce l'abbiamo, giusto? Sì, perché è uno dei prodotti che abbiamo apprezzato di più negli ultimi anni. Non c'è nulla che non quadra, tranne il fatto che ogni tanto calano troppe lacrime dagli occhi e bisogna mettere in pausa la puntata. Epica vittoria.
Louie
No, non l'abbiamo appena iniziata. Sì, l'abbiamo visionata un'infinità di volte. Siamo incappati a leggere un libro che rapporta la filosofia alla comicità di Louis CK, ci siamo intrippati ed abbiamo deciso di ripartire con la serie tv. Nel tempo perso, tipo prima di andare tra le braccia di Morfeo o droppando notevoli pensieri su di un water.
Mindhunter
Difficilmente molliamo. Vogliamo vedere tutto in lingua originale con i sottotitoli inglesi, perché siamo degli altezzosi coglioni. Dopo due tentativi, naufragati poco dopo la metà del primo episodio, abbiamo deciso di passare ai sottotitoli in italiano. Per ora c'è venuta solo l'idea, non siamo ancora ripartiti, quindi probabilmente riproveremo con l'inglese. Al diciottesimo fallimento, forse, ce ne faremo una ragione. Abbiamo mollato all'università ma non qua.
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