Di: Janus Metz
Con: Sverrir Gudnason (lo svedese), Shia LeBeouf (lo statunitense), Stellan Skarsgrad (quello che vede oltre ed in film del genere ci sono sempre questi personaggi)
Anno: 2017
Genere: biografia sportiva
Una cosa deve essere chiara, anche se non te la dicono prima di entrare in sala: il titolo potrebbe ingannare. Non si tratta di una storia neutrale della vicenda, di cui non sapevo nulla, ma della contrapposizione tra il divino ed onnipotente svedese e la merda umana e sociale statunitense. Ci potrebbe anche stare come concetto di massa, concedetemi la battuta, ma a livello cinematografico è una cosa che mi ha fatto ridere. Sommato al fatto che la mia conoscenza del tennis è pari a quella che ho dello sviluppo della falda acquifera nelle zone più sperdute di Singapore, ho trovato tale lungometraggio decisamente noioso. Il bello è che avevo buttato dentro la prima senza esitazione, anche per via del riscontro in quel di Roma. Vi potessero accecare.
La trama è semplice: questi due si sfidano a Wimbledon per vincere il trofeo; nel mezzo ci raccontano le loro vite adolescenziali, più quella da purgatorio dello svedese che quella della merda (non smettono mai di ricordarcelo durante tutto il film) statunitense; lo svedese è Dio mentre lo statunitense è la feccia più pura; vince lo svedese, lo statunitense da merda diventa un prodotto umano accettabile; tutti felici e contenti, nasce un'amicizia e arrivederci all'anno prossimo. E vabbè dici, si tratta di sport quindi la storia è quella che è. Il problema è che viene incentrato troppo su questa cazzo di finale ed il contorno, anche se corposo, sembra essere messo la tanto per intrattenere lo spettatore prima dell'exploit finale. Non si indaga veramente ed il film vive molto di cliché.
Consigliato a chi proprio adora il tennis, semplicemente per il fatto che la passione sportiva vi può spingere oltre il fatto che si tratta di un film molto discreto. Per chi non adora il tennis, l'avessi saputo prima, consigliata una partita a briscola con gli amici.
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Con: Sverrir Gudnason (lo svedese), Shia LeBeouf (lo statunitense), Stellan Skarsgrad (quello che vede oltre ed in film del genere ci sono sempre questi personaggi)
Anno: 2017
Genere: biografia sportiva
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| Foto tratta da: screenweek.it |
La trama è semplice: questi due si sfidano a Wimbledon per vincere il trofeo; nel mezzo ci raccontano le loro vite adolescenziali, più quella da purgatorio dello svedese che quella della merda (non smettono mai di ricordarcelo durante tutto il film) statunitense; lo svedese è Dio mentre lo statunitense è la feccia più pura; vince lo svedese, lo statunitense da merda diventa un prodotto umano accettabile; tutti felici e contenti, nasce un'amicizia e arrivederci all'anno prossimo. E vabbè dici, si tratta di sport quindi la storia è quella che è. Il problema è che viene incentrato troppo su questa cazzo di finale ed il contorno, anche se corposo, sembra essere messo la tanto per intrattenere lo spettatore prima dell'exploit finale. Non si indaga veramente ed il film vive molto di cliché.
Consigliato a chi proprio adora il tennis, semplicemente per il fatto che la passione sportiva vi può spingere oltre il fatto che si tratta di un film molto discreto. Per chi non adora il tennis, l'avessi saputo prima, consigliata una partita a briscola con gli amici.
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