Di: George A. Romero
Con: Will MacMillan (il monociglio), Lane Carroll (la fidanzata del monociglio), Lloyd Hollar (il Cuba Gooding Jr. degli anni '70)
Anno: 1973
Genere: horror
Anche se classificarlo come puro horror mi sembra un pelo forzato, questo quarto lungometraggio di George A. Romero mi ha lasciato soddisfatto. Non essendo un estremo amante di questo genere cinematografico, quindi parlando quasi da ignorante in materia, ho trovato molto intrigante che non sia stato girato con i classici canoni del genere in questione: suspance continua, musiche lugubri e personalità più uniche che rare. Il film è molto veloce, sia nel girato che nel parlato, seguendo il clima di terrore misto a frenetismo che la trama stessa impone.
Siamo in una cittadina della Pennsylvania ed un virus molto pericoloso sembra aver contaminato l'acqua. Sul luogo arriva un esercito che non bada a mezze misure, anche perché non sembra sapere con esattezza da cosa deve proteggersi e proteggere gli abitanti del luogo. Ne conseguono morti su morti, scelte sbagliate, frenesia e la classica storia d'amore che finisce male. Il tutto sotto l'ordine della legge marziale e di un presidente che è disposto a gettare una bomba sul luogo pur di fermare questo virus.
Dando un'occhiata alle recensioni presenti nel web, non sembra che tale film dell'ormai defunto regista (morto nel Giugno del 2017) abbia ricevuto un giudizio unanime. Certe testate lo considerano un cult, altre un prodotto da scartare. Visto con i miei occhi, sinceramente, l'ho trovato molto interessante proprio per la sua costante velocità in grado di raccontare bene l'avvenimento. All'epoca fu un flop al botteghino, coprendo poco più della metà dei soldi spesi per realizzarlo.
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Con: Will MacMillan (il monociglio), Lane Carroll (la fidanzata del monociglio), Lloyd Hollar (il Cuba Gooding Jr. degli anni '70)
Anno: 1973
Genere: horror
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| Foto tratta da: spectrumculture.com |
Siamo in una cittadina della Pennsylvania ed un virus molto pericoloso sembra aver contaminato l'acqua. Sul luogo arriva un esercito che non bada a mezze misure, anche perché non sembra sapere con esattezza da cosa deve proteggersi e proteggere gli abitanti del luogo. Ne conseguono morti su morti, scelte sbagliate, frenesia e la classica storia d'amore che finisce male. Il tutto sotto l'ordine della legge marziale e di un presidente che è disposto a gettare una bomba sul luogo pur di fermare questo virus.
Dando un'occhiata alle recensioni presenti nel web, non sembra che tale film dell'ormai defunto regista (morto nel Giugno del 2017) abbia ricevuto un giudizio unanime. Certe testate lo considerano un cult, altre un prodotto da scartare. Visto con i miei occhi, sinceramente, l'ho trovato molto interessante proprio per la sua costante velocità in grado di raccontare bene l'avvenimento. All'epoca fu un flop al botteghino, coprendo poco più della metà dei soldi spesi per realizzarlo.
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