Di: David Gordon Green
Con: Paul Rudd (il capo cantiera con la corsa goffa), Emile Hirsch (il giovane moderno), Lance LaGault (come diavolo fa ancora ad avere la patente?)
Anno: 2013
Genere: commedia/drammatico
Essendo da poco uscito "Stronger", nuovo lungometraggio del regista originario dell'Arkansas, ho deciso di cambiare registro ed andare a spulciarmi un film di qualche anno fa, quattro per l'esattezza, dello stesso regista. Un film che offre quel biglietto da visita che adoro ogni volta che lo leggo: non servono un'infinità di location, un'infinità di ruoli, un'infinità di prospettive per fare un buon film oltre i 90' di durata; due ottimi attori ed uno scenario ben preciso bastano ed avanzano.
Con: Paul Rudd (il capo cantiera con la corsa goffa), Emile Hirsch (il giovane moderno), Lance LaGault (come diavolo fa ancora ad avere la patente?)
Anno: 2013
Genere: commedia/drammatico
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| Foto tratta da: drakaronline.com |
Alvin (Paul Rudd) e Lance (Emile Hirsch) si ritrovano nel Texas, intenti a dipingere la segnaletica stradale di una dispersa zona colpita da incendio. Il secondo effettua il lavoro da poco, preso a causa del fatto che si tratta del fratello della fidanzata del primo. Tra un autista alcolista (Lance LaGault), un fantasma che fa da coscienza, alti e bassi, i due vivono uno stato di solitudine che forse loro stessi hanno cercato. Le linee che dipingono sull'asfalto scorrono come la loro vita sociale che poco a poco si lasciano alle spalle, ad un certo punto quasi con consapevolezza.
Un lungometraggio che deve essere visionato badando ad un requisito: se sei una persona piena di vita, che adora stare al centro dell'attenzione, difficilmente potrai capire la profondità di tale prodotto. Il non colto ed automatico distacco da una persona quando non la si vede nemmeno nei weekend, la voglia di farla finita millantando una caduta, il drink con un camionista mai visto prima, lo stereo visto come un bene prezioso, la libertà di parlare da soli: bisogna entrarci nel film, sentirsi in quelle strade, in quelle zone incontaminate ed allo stesso tempo mangiate dal fuoco. Non dico sia un prodotto così bello da incorniciare la locandina in soggiorno, anzi, la mia visione è decisamente differente. Credo si tratti di un film profondo, fatto con una visione ben precisa che ti arriva diretta, ma non in grado di trattenerti dal primo all'ultimo minuto se, come già detto, non ti trovi in una situazione interiore simile a quella dei protagonisti. Come un romanzo che fatica a decollare se letto ad una certa età, per poi diventare un cult in un'altra epoca della tua vita. Ci vedremo nel futuro, Prince Avalanche.
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