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Darkest hour

Di: Joe Wright
Con: Gary Oldman (WC), Kristin Scott Thomas (quella che è andata con il WC), Lily James (dattilografa servizievole)
Anno: 2017
Genere: drammatico

Foto tratta da: NME.com
Detto con un cuore in mano trafitto, negli ultimi anni sto cercando di evitare la sala cinematografica il più possibile perché ormai c'è veramente poco rispetto per la settima arte. Entro, mi siedo, scherzo con un amico, vedo cellulari che restano accesi anche a proiezione iniziata, gente che continua a sussurrare, gente che si arrabbia, io che covo la rabbia all'interno. Ecco, diciamo che tale lungometraggio l'ho iniziato a visionare non con le migliori condizioni del caso.
Winston Churchill (Gary Oldman) viene fatto primo ministro nel 1940, in tempo di seconda guerra mondiale e figlio di una coalizione del regno, diciamo così. E' un tipo particolare, scorbutico e divertente, ubriacone e geniale allo stesso tempo. Schifa la dittatura, ama l'autonomia della propria isola e fa di tutto per fare entrare nelle teste delle persone questo concetto.
Un Gary Oldman irriconoscibile porta sullo schermo un divino Churchill, dai movimenti ai tic, dalla sottile ironia alla goffaggine. Un film che sembra più un libro scolastico, di cui leggi le pagine, ringrazi ma dopo poche ore potresti esserti pure dimenticato i concetti. Alla fine tale prodotto è questo: un buon film ma che, nonostante delle ottime recitazioni (notevole la Scott Thomas), non sembra spiccare il volo. Resta in un limbo in cui non riesci a capire se considerarlo un qualcosa da consigliare vivamente o no, e quando ragioni così la risposta veritiera risulta essere sempre la seconda. E no, Gary Oldman non ha messo su cinquanta chili per impersonare lo statista britannico. Sveglia simili, esiste il make-up, specialmente a quasi sessant'anni d'età.

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