Di: Dan Gilroy
Con: Denzel Washington (il sognatore dietro le quinte), Colin Farrell (in un ruolo piatto come un ferro da stiro), Carmen Ejogo (potevano trovarne una migliore)
Anno: 2017
Genere: drammatico
Dopo l'apprezzato Nightcrawler del 2014, Dan Gilroy torna a girare con un budget limitato un lungometraggio in cui non dovrebbe esserci alcun tipo di azione. Il problema è che la mano del regista, anche sceneggiatore, scappa un po' troppo spesso e ti ritrovi a visionare un film con tematiche razziali in cui può partire un apparente inutile inseguimento nudo e crudo o riprese dronesche che non servono a nulla. L'aver sceneggiato un po' troppo marciume potrebbe aver deviato la mente del regista, nonostante le buone intenzioni.
Roman J. Israel (Denzel Washington) è un avvocato che lavora nell'ombra. E' quello che fa il lavoro sporco quando gli altri si prendono il merito. Muore il suo collega trentennale e si ritrova per strada ed alla ricerca di un nuovo lavoro. E' un tipo molto idealista, ci pensa due volte prima di accettare una richiesta che non crede sia fatta per lui, ma non quando architetta una truffa per godersi quel qualcosa che non ha mai avuto e, così, mandare a puttane la propria vita. Viene crivellato ma alla fine lascia un qualcosa per cui lottare, che immancabilmente lo fa risultare solamente un eroe.
Dispiace dirlo perché il film ha una buona base, delle belle idee teoriche, ma risulta essere un prodotto molto modesto. Tralasciando le insopportabili riprese dronesche, altrettanto poco apprezzate sono le interpretazioni di Colin Farrell, messo nel film come un soprammobile, e Carmen Ejogo, in cui ogni volta che compare pensi non sia possibile aver trovato qualche attrice più adatta alla parte? Il Denzelone nazionale tiene egregiamente lo schermo, ma questa è cosa risaputa, però vederlo con una statuetta in mano per questo film e non per Fences mi sembrerebbe un'enorme offesa al metro di giudizio umano. Non stiamo parlando di un film da cestinare, assolutamente no, ma dispiace che non ci sia quella componente in grado di farlo ricordare nel corso degli anni. Sì, è proprio assente e non aleggia nemmeno a chilometri di distanza. Rimarchevole la colonna sonora, in cui hanno potuto metterla un po' ovunque grazie alla caratteristica del personaggio principale.
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Con: Denzel Washington (il sognatore dietro le quinte), Colin Farrell (in un ruolo piatto come un ferro da stiro), Carmen Ejogo (potevano trovarne una migliore)
Anno: 2017
Genere: drammatico
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| Foto tratta da: widemovie.it |
Dopo l'apprezzato Nightcrawler del 2014, Dan Gilroy torna a girare con un budget limitato un lungometraggio in cui non dovrebbe esserci alcun tipo di azione. Il problema è che la mano del regista, anche sceneggiatore, scappa un po' troppo spesso e ti ritrovi a visionare un film con tematiche razziali in cui può partire un apparente inutile inseguimento nudo e crudo o riprese dronesche che non servono a nulla. L'aver sceneggiato un po' troppo marciume potrebbe aver deviato la mente del regista, nonostante le buone intenzioni.
Roman J. Israel (Denzel Washington) è un avvocato che lavora nell'ombra. E' quello che fa il lavoro sporco quando gli altri si prendono il merito. Muore il suo collega trentennale e si ritrova per strada ed alla ricerca di un nuovo lavoro. E' un tipo molto idealista, ci pensa due volte prima di accettare una richiesta che non crede sia fatta per lui, ma non quando architetta una truffa per godersi quel qualcosa che non ha mai avuto e, così, mandare a puttane la propria vita. Viene crivellato ma alla fine lascia un qualcosa per cui lottare, che immancabilmente lo fa risultare solamente un eroe.
Dispiace dirlo perché il film ha una buona base, delle belle idee teoriche, ma risulta essere un prodotto molto modesto. Tralasciando le insopportabili riprese dronesche, altrettanto poco apprezzate sono le interpretazioni di Colin Farrell, messo nel film come un soprammobile, e Carmen Ejogo, in cui ogni volta che compare pensi non sia possibile aver trovato qualche attrice più adatta alla parte? Il Denzelone nazionale tiene egregiamente lo schermo, ma questa è cosa risaputa, però vederlo con una statuetta in mano per questo film e non per Fences mi sembrerebbe un'enorme offesa al metro di giudizio umano. Non stiamo parlando di un film da cestinare, assolutamente no, ma dispiace che non ci sia quella componente in grado di farlo ricordare nel corso degli anni. Sì, è proprio assente e non aleggia nemmeno a chilometri di distanza. Rimarchevole la colonna sonora, in cui hanno potuto metterla un po' ovunque grazie alla caratteristica del personaggio principale.
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