Passa ai contenuti principali

The disaster artist

Di: James Franco
Con: James Franco (il visionario Tommy), Dave Franco (l'amico che ad un certo punto si ritrova con una barba da boscaiolo), Seth Rogen (che non può mancare in un film con James Franco)
Anno: 2017
Genere: commedia

Foto tratta da: ramblingfilm.blogspot.com
No, non ho visto "The room" di Tommy Wiseau. Ne avevo sentito parlare ma l'avevo totalmente rimosso dal cervello. Così credo sia stato per molti appassionati, una volta letto che James Franco avrebbe fatto un film su tale cult del trash. "The Room? Quello con Brie Larson? Ah no, non aveva il the iniziale": vi ho beccato, non fate finta di non averlo pensato.
Tommy Wiseau (James Franco) è un uomo misterioso: quanti anni ha? Da dove viene? Perché sembra un tossico? Perché dice di essere americano al cento per cento quando ha un forte accento straniero? A tutte queste domande non si cerca una risposta vera e propria, visto che il lungometraggio cerca di farci ammirare la particolarità e l'ostinata volontà del protagonista. Noi abbiamo gli occhi di Greg Sestero (Dave Franco), un attore alle prime armi che segue e si affeziona al Tommy nostro.
E' uno di quei film che bisogna guardare in lingua originale, poiché il doppiaggio (in italiano probabilmente con una voce alla Zlatan Ibrahimovic, ci scommetterei una pizza) toglierebbe una notevole percentuale di riuscita al personaggio di James Franco. Quest'ultimo crea un personaggio che puoi solo amare, che cerchi nelle scene in cui non si presenta, ma a quanto pare il prototipo originale si comporta proprio così. Quindi non si tratta nemmeno di una "creazione", ma di una "fedele copia" dell'originale. E che "fedele copia", da meritati premi. Ma il film non è solo questo, perché viene curata anche la parte secondaria, dall'utilizzo di special guest con il contagocce al voler dare valore alle idee dei co-protagonisti. Certo, un film fin troppo incentrato sul protagonista, da cui dipende tutto, ma il fascino del personaggio non può far storcere il naso anche ai meno affezionati ai film mono caratteriali. Presente.

+

Commenti

Post popolari in questo blog

Big bad wolves

Di : Aharon Keshales, Navot Papushado Con : Lior Ashkenazi ( la linea comica ), Rotem Keinan ( il docente che sembra più danese che israeliano ), Tzahi Grad ( il padre che si trasforma in Ed Gein ) Anno : 2013 Genere : un calderone di generi Foto tratta da: enclavedecine.com Una piccolezza non ho capito di tale lungometraggio israeliano: la convinzione da parte del poliziotto che il killer sia precisamente quello, no doubt, anche senza alcuna effettiva lampante prova. Voglio vederla come una presa in giro delle forze dell'ordine, della loro convinzione nel sapere tutto, che poi andrebbe a giustificare un personaggio, quello del poliziotto, fin troppo comico per la storia che si è andata a narrare. Una delle tante variabili impazzite in un lungometraggio deviato. Ci troviamo in Israele, non è dato sapere bene dove, ed una bambina viene rapita, stuprata e tagliata a pezzi. Da quanto si capisce non è la prima volta che accade un evento del genere. Il sospettato risulta esser...

Three billboards outside Ebbing, Missouri

Di : Martin McDonagh Con : Frances McDormand ( quella che cerca la verità ), Sam Rockwell ( tutto quello che c'è di sbagliato in un poliziotto ), Woody Harrelson ( lo sceriffo con il cancro ) Anno : 2017 Genere : drammatico Foto tratta da: diaridicinema.wordpress.com Di " In Bruges " ho sempre avuto un ottimo giudizio e della McDormand una stima indescrivibile: due fattori che mi avrebbero fatto visionare il film senza nessun tipo di tentennamento. Con il passare del tempo è trapelata la storia, si sono visti dei spezzoni di film e poi, una volta completato, sono arrivate le continue ottime recensioni sul prodotto stesso. Per dire che se già c'era la voglia di vederlo anche a scatola chiusa, con tutto quello che è successo l'hype ha toccato vette molto alte. La madre ( Frances McDormand ) di una figlia uccisa, stuprata e bruciata non ci sta che dopo sette mesi dalla perdita non si è ancora scoperto nulla. Con un atteggiamento molto burbero si fa sentire...

The wolf man

Di : George Waggner Con : Lon Chaney Jr. ( un Steve Pemberton sessant'anni prima, in quanto a somiglianza ), Claude Rains ( un padre diffidente che poi uccide il figlio senza pensarci un millisecondo ), Evelyn Ankers ( la sbadata donna del piccolo paesino ) Anno : 1941 Genere : horror Foto tratta da: monstermoviekids.wordpress.com Risulta sempre simpatico pensare a quanto il passaggio del tempo cambi le percezioni delle persone. Tale film, nel 1941, venne considerato un horror bello e buono, mentre al giorno d'oggi verrebbe considerato un prodotto per tutta la famiglia. Popcorn, bibita gassata, un divano comodo e tre gemelli di sei anni a vedere tale film con i propri genitori. Nel corso dei decenni è notevolmente cambiata l'impostazione data ai film di tale genere. Pensiamo a questo, di cui stiamo parlando: un po' di nebbia, scene in notturna, giochi di luce, l'idea che ci sia qualcosa di strano, l'eleganza di classe messa in dubbio da qualcosa di torb...