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Neon maniacs

Di: Joseph Mangine
Con: Leilani Sarelle (dopo aver visto una decina di amici morire, nuota pacifica in una casa isolata), Clyde Hayes (sembra un Ben Affleck degli anni ottanta), Donna Locke (Stranger things from eighties)
Anno: 1986
Genere: horror

Foto tratta da: kindertrauma.com
Nonostante l'esperienza decennale, secolare o millenaria (non ancora possibile), è normale incappare in qualche film al limite dell'orrendo. E' successo a tutti di visionare dei lungometraggi in cui nel finale ti accorgi di avere perso tre decimi di vista a causa dell'estremo brutto spettacolo. E' meno normale incappare in film al limite dell'orrendo con cognizione di causa, ma è giusto studiare il cinema nella sua totalità. Troppo facile vedere solamente il lato positivo e come un bambino che odia urlare ma lo fa perché ti innervosisce, è giusto essere un cinefilo (anche se per poche volte all'anno) nella sua totalità.
Siamo a San Francisco e dodici mostri si presentano sia in figurina che dal vivo. Giovani scolari vengono uccisi ed alla sopravvissuta (Leilani Sarelle) non crede nessuno. Tra storie d'amore, poliziotti incapaci, genitori non poi così tanto preoccupati, il tutto si conclude in una pappardella finale degna di un calcio nei testicoli.
E niente, cosa vuoi dire? Il budget limitato non è una scusa per giustificare tale film. C'è da dire che andando a visionare questo tipo di prodotti, fatto di adolescenti alle prese con creature paranormali, è normale aspettarsi cialtronaggine, frivolezza, ilarità e tantissima incredulità. Ogni cosa che ti passa di fronte agli occhi ti fa ridere, perché risulta essere così tanto poco veritiera. Il fatto che uno sia timido e dopo poche ore si comporta come un rodato padre di famiglia, mi ha sempre fatto particolarmente ridere in questi L-movie con tinte horror. Non esiste pathos, adrenalina o qualsiasi forma di intrattenimento oscuro. Un lungometraggio che reclama l'umido o la frase che pronunci ad un tuo amico mentre gli mostri il dvd del film che hai nella mensola: "Ho visto questo scempio ed ho voluto comprarlo". Penso opterò per la seconda.

U.T.G. (under the grave)

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