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The post

Di: Steven Spielberg
Con: Meryl Streep (la moglie del rimpianto), Tom Hanks (il rivoluzionario che cenava alla Casa Bianca), Bod Edenkirk (better call Saul)
Anno: 2017
Genere: thriller

Foto tratta da: halifaxblogger.com
Devo essere onesto: mi sono avvicinato all'ultimo lavoro di SS senza alcun tipo di aspettativa, con la sola speranza di vedere un ottimo prodotto tecnico e stop. Almeno due elementi mi lasciavano perplesso, analizzando la mia visione delle cose: il tema trattato che non mi ha mai esaltato a livello cinematografico, sono uno di quelli che non ha così tanto apprezzato Spotlight, ed un minimo amore che provo per Tom Hanks.
Siamo nel 1971 e tramite dei marpioni sono state trafugate delle notizie top secret dal Pentagono. Vediamo il tutto tramite l'occhio della redazione e le alte cariche del Washington Post, una testata giornalistica che vive nell'ombra dell'impero creato dal New York Times. Quest'ultimo pubblica alcuni estratti ma poi ci ripensa sotto minaccia, così nella capitale sfruttano la cosa per fare il colpo grosso. Processo, appello, cazzi da una parte e cazzi dall'altra parte, dove vince la libertà di stampa.
Nemmeno trenta minuti di film ed avevo già cambiato idea. Il regista di Cincinnati crea un piccolo gioiello, ricamato da almeno una decina di istantanee che mi faranno ricordare sempre questo film. Dal gioco di luci mentre il personaggio interpretato da Tom Hanks corre in redazione durante la notte, al gioco di inquadrature quando si ritrovano in tribunale. Il cast di supporto è di caratura elevata, dall'impomatato Bruce Greenwood (il ministro McNamara) all'apparente sublime anziano Bob Edenkirk (il giornalista Ben Bagdikian). Nota di merito alla solita grandezza di Meryl Streep (Kay Graham, la proprietaria del Washington Post), che tramite smorfiette e salti vocali riesce a far arrivare l'infantile particolarità del personaggio che interpreta. Un'ultima scena che si poteva evitare.

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