Di: Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi
Con: Fabio De Luigi (un tipo da cinepanettone), Miriam Leone (la grande bellezza), Maurizio Lombardi (quello che parla come un altezzoso figlio di ricercatori pluripremiati, anche se viaggia verso i cinquanta)
Anno: 2018
Genere: commedia
Pur con la puzza sotto il naso, dopotutto quando come attore principale c'è Fabio De Luigi devi stare bene attento dove mettere il portafoglio, mi sono permesso di dare fiducia a questo "nuovo" prodotto italiano. Dico "nuovo" perché così è stato etichettato, come un qualcosa di innovativo per il cinema del nostro paese. Un cinema che guarda più all'estero che a casa propria, così hanno detto. Tralasciando il fatto che non capisco perché ciò debba essere preso come un qualcosa di positivo, forse sarebbe ora di smettere di vedere il cinema italiano solamente come un grosso cinepanettone (che così non è), la novità di cui tanto ho sentito parlare consiste in un'infinità di colori presenti, quasi da videogioco, ed un orrendo contrasto di dettagli tra scene d'interni e scene d'esterni.
Simone Recchia (Fabio De Luigi) è un maresciallo della guardia di finanza che lavorerebbe anche venticinque ore al giorno a causa di una vita monotona e di due storie d'amore andate in malo modo. I colleghi lo vorrebbero morto, cercano di farlo fidanzare ed un bel giorno, non ricordo nemmeno come, scatta il colpo di fulmine con Claudia (Miriam Leone). Quest'ultima, restauratrice e con una nonna congelata in freezer per continuare a prendere la pensione della morta, all'inizio fa finta di essere interessata, poi fa il contrario, poi torna ad essere interessata, poi prende le sembianze della morta, poi si innamora e copula, poi viene lasciata, poi torna insieme. Ci siamo capiti, un mix di cause scatenanti che fanno finire il tutto a tarallucci e vino.
Già dopo pochi minuti capisci che l'opzione di sederti in sala per vedere un film del genere è stata una pessima scelta. Già in un vecchio articolo dicevo che il cinema bisogna prenderlo nella sua totalità, cercare di apprezzare anche il non apprezzabile, o una cosa del genere. Ma con Fabio De Luigi è difficile poter restare al passo con questa idea, poiché si nota clamorosamente che non è l'attore migliore per una parte del genere. Doveva esserci un tipo camaleontico, in grado di essere credibile come minuzioso uomo di legge e poi trasformarsi, piano piano, più in una macchietta della sua stessa minuziosità. Il comico romagnolo fa ridere in sketch comici televisivi ma come attore lascia infiniti punti di domande lungo il tragitto. Però la pecca del film non è solo nel protagonista principale ma anche nella voglia di chi l'ha prodotto, tale piccolo scempio, di fare un film che guarda più ad un "I soliti idioti" che ad un "Cena di Natale", quindi ad un'ironia fine a se stessa, trita e ritrita, che ad un'ironia più profonda ed intrigante. Sì, perché la trama poteva permettere un qualcosa del genere, ma ahimè non c'è tanto da stupirsi nella disastrosa riuscita comica di questo film perché è l'ennesimo esempio dei nostri tempi, dove, e non smetterò mai di ripeterlo, la commedia è considerata solo uno spaccato televisivo con botta, risposta e risata. C'è da dire che il freezer è molto bello, quasi da comprare, e che Miriam Leone dovrebbe vincere un'altra volta Miss Italia.
-
Con: Fabio De Luigi (un tipo da cinepanettone), Miriam Leone (la grande bellezza), Maurizio Lombardi (quello che parla come un altezzoso figlio di ricercatori pluripremiati, anche se viaggia verso i cinquanta)
Anno: 2018
Genere: commedia
![]() |
| Foto tratta da: recensijefilmnova.com |
Simone Recchia (Fabio De Luigi) è un maresciallo della guardia di finanza che lavorerebbe anche venticinque ore al giorno a causa di una vita monotona e di due storie d'amore andate in malo modo. I colleghi lo vorrebbero morto, cercano di farlo fidanzare ed un bel giorno, non ricordo nemmeno come, scatta il colpo di fulmine con Claudia (Miriam Leone). Quest'ultima, restauratrice e con una nonna congelata in freezer per continuare a prendere la pensione della morta, all'inizio fa finta di essere interessata, poi fa il contrario, poi torna ad essere interessata, poi prende le sembianze della morta, poi si innamora e copula, poi viene lasciata, poi torna insieme. Ci siamo capiti, un mix di cause scatenanti che fanno finire il tutto a tarallucci e vino.
Già dopo pochi minuti capisci che l'opzione di sederti in sala per vedere un film del genere è stata una pessima scelta. Già in un vecchio articolo dicevo che il cinema bisogna prenderlo nella sua totalità, cercare di apprezzare anche il non apprezzabile, o una cosa del genere. Ma con Fabio De Luigi è difficile poter restare al passo con questa idea, poiché si nota clamorosamente che non è l'attore migliore per una parte del genere. Doveva esserci un tipo camaleontico, in grado di essere credibile come minuzioso uomo di legge e poi trasformarsi, piano piano, più in una macchietta della sua stessa minuziosità. Il comico romagnolo fa ridere in sketch comici televisivi ma come attore lascia infiniti punti di domande lungo il tragitto. Però la pecca del film non è solo nel protagonista principale ma anche nella voglia di chi l'ha prodotto, tale piccolo scempio, di fare un film che guarda più ad un "I soliti idioti" che ad un "Cena di Natale", quindi ad un'ironia fine a se stessa, trita e ritrita, che ad un'ironia più profonda ed intrigante. Sì, perché la trama poteva permettere un qualcosa del genere, ma ahimè non c'è tanto da stupirsi nella disastrosa riuscita comica di questo film perché è l'ennesimo esempio dei nostri tempi, dove, e non smetterò mai di ripeterlo, la commedia è considerata solo uno spaccato televisivo con botta, risposta e risata. C'è da dire che il freezer è molto bello, quasi da comprare, e che Miriam Leone dovrebbe vincere un'altra volta Miss Italia.
-

Commenti
Posta un commento