Di: Nanni Moretti
Con: Nanni Moretti (l'idealista che parla, parla e parla), Silvio Orlando (denti storti oggi, denti storti ieri), Raoul Ruiz (interpreta un personaggio simile ai suo film: difficilmente capibile)
Anno: 1989
Genere: commedia
Mi trovo in difficoltà a valutare lungometraggi di questa tipologia, dove l'arte del cinema in quanto tale deve totalmente piegarsi ad una visione esterna al mondo stesso. Apprezzo qualsiasi deformazione vada a prendere una pellicola, credo nel cinema in quanto forma d'arte adattabile a qualsiasi fine, ma una cosa del genere la vedo un po' troppo estrema. Difficile da capire a volte, specialmente se non pienamente informati di quanto criticato da chi compie l'opera, anche se lodevole nel suo intento. Un gioco tra odio e amore, ecco cos'è il sesto film del regista originario di Brunico.
Michele Apicella (Nanni Moretti) è un funzionario del PCI che incappa in un incidente stradale. Tramite l'allegoria di una trasferta e conseguente partita di pallanuoto, il protagonista si ritrova alla ricerca di una memoria persa tramite dubbi politici mai domi. Il contorno di certo non lo aiuta nell'arrivare ad una pace interiore.
Tale regista, per noi figli degli anni ottanta, è sempre stato il regista che criticava Berlusconi. La stampa ce l'ha sempre fatto vedere in questo modo e con tutto quello che ci viene fornito dai media non siamo mai stati tanto interessati ad approfondire il tema. La verità è che è molto altro ed un film del genere lo dimostra (forse perché Berlusconi non era ancora sceso in politica? Si scherza). Un lungometraggio che si piega alle esigenze di un uomo che cerca di interrogarsi su di un'epoca, tramite il suo punto di vista, non per forza arrivando ad una conclusione. Cade il muro di Berlino, tutto si unisce ed allora cosa si fa? Ci si interroga. Bello fino ad un certo punto, infatti molto tratti sono noiosi a causa del gap generazionale. Chi non ha vissuto quei tempi nella sua totalità, ma solo tramite libri di scuola e senza ad andare a fondo nei concetti, si trova un pelo in difficoltà. Idealistico, molto idealistico, ma di nicchia. In quella nicchia mi ci trovo bene ma di questo film, pur condividendo molte cose, non riesco ancora ad intravedere la sua punta massima.
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Con: Nanni Moretti (l'idealista che parla, parla e parla), Silvio Orlando (denti storti oggi, denti storti ieri), Raoul Ruiz (interpreta un personaggio simile ai suo film: difficilmente capibile)
Anno: 1989
Genere: commedia
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| Foto tratta da: sentieriselvaggi.it |
Michele Apicella (Nanni Moretti) è un funzionario del PCI che incappa in un incidente stradale. Tramite l'allegoria di una trasferta e conseguente partita di pallanuoto, il protagonista si ritrova alla ricerca di una memoria persa tramite dubbi politici mai domi. Il contorno di certo non lo aiuta nell'arrivare ad una pace interiore.
Tale regista, per noi figli degli anni ottanta, è sempre stato il regista che criticava Berlusconi. La stampa ce l'ha sempre fatto vedere in questo modo e con tutto quello che ci viene fornito dai media non siamo mai stati tanto interessati ad approfondire il tema. La verità è che è molto altro ed un film del genere lo dimostra (forse perché Berlusconi non era ancora sceso in politica? Si scherza). Un lungometraggio che si piega alle esigenze di un uomo che cerca di interrogarsi su di un'epoca, tramite il suo punto di vista, non per forza arrivando ad una conclusione. Cade il muro di Berlino, tutto si unisce ed allora cosa si fa? Ci si interroga. Bello fino ad un certo punto, infatti molto tratti sono noiosi a causa del gap generazionale. Chi non ha vissuto quei tempi nella sua totalità, ma solo tramite libri di scuola e senza ad andare a fondo nei concetti, si trova un pelo in difficoltà. Idealistico, molto idealistico, ma di nicchia. In quella nicchia mi ci trovo bene ma di questo film, pur condividendo molte cose, non riesco ancora ad intravedere la sua punta massima.
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