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Maledetta la volta che t'ho incontrato

Di: Carlo Verdone
Con: Carlo Verdone (il solito impacciato), Margherita Buy (una trentenne che sembra una ventenne), Renato Pareti (cocainomane)
Anno: 1992
Genere: commedia

Foto tratta: wikipedia.org
Devo ammettere che i film di Carlo Verdone, con quel continuo stile da impacciato e bonaccione, mi sono sempre piaciuti e difficilmente ne esco deluso. Di certo non sono lungometraggi da innalzare sull'altare della settima arte, ma per il fine che hanno, quindi raccontare una storia di contorno con sfumature molto buffe, sono molto gradevoli. Anche questo ne è un esempio, con alcuni David portati a casa. Uno stile cinematografico che gli calzava a pennello fino a più di un decennio fa ormai, ma dove al giorno d'oggi sembra stirato male come una delicata camicia d'altri tempi. Una camicia che indossi ugualmente ma che noti essere forzata.
Bernardo (Carlo Verdone) è un musicologo romano che vive a Milano e vuole fare il grande passo verso il matrimonio. Nell'orgasmo più puro che la vita gli poteva offrire, infatti sta scrivendo pure una biografia sul suo idolo Jimi Hendrix, la fidanzata lo lascia tramite una musicassetta e così entra in analisi. Per situazioni fortuite incontra Camilla (Margherita Buy), una molto uguale a lui piena di ansia e fobie, da cui inizialmente nasce un'amicizia. Tra litigi, scenate, viaggi in Cornovaglia tra i due nasce l'amore, nascosto inconsciamente fin dal loro primo incontro.
L'undicesimo film da regista del "divo" romano offre quasi due ore di totale spensieratezza, dove si coglie già dall'inizio che finirà tutto ai soliti tarallucci e vino. Ma questo non pesa, perché il cinema di Verdone lo si guarda più per l'abilità di quest'ultimo di farti appassionare a storie molto banali. Sì, perché le trame dei suoi film sono estremamente banali, non c'è mai niente di ricercato. Il fatto è che racconta l'italianità, non lo racchiudo solo nella romanità, nella sua essenza e senza tanti doppi sensi o taglia e cuci. Tutte quelle piccolezze che nella vita ti fanno ridere, lui le condensa egregiamente: tic, ossessioni, posture, sembrare chi non si è, esagerazione, etc. Un personaggio che si è sempre portato dietro e al giorno d'oggi inizia un po' a pesare. Però che divertente ammirarlo dai primi anni 2000 con un occhio al passato, nonostante della spiccata banalità nelle trame. Iconico, lui, con le giuste proporzioni.

= (film) / + (Verdone)

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