Di: Ryan Coogler
Con: Chadwick Boseman (parte il film e lo fanno Re), Lupita Nyong'o (la futura Regina), Michael B. Jordan (non si tratta dell'ex giocatore di pallacanestro)
Anno: 2018
Genere: marveliano
Sono arrivato ad un punto della mia vita cinematografica in cui sono cosciente del fatto che determinate tipologie di lungometraggi nemmeno devo tenerle in considerazione. Lo guardai per del tempo, all'inizio, ma con il passare degli anni non ce la feci ed abbandonai il mondo cinematografico della Marvel. Non disprezzo a prescindere, dopotutto questo l'ho visionato, ma sapete quando il vostro cervello è sintonizzato da un'altra parte e non riesce a passare sopra a determinate cose? Come uno che schifa l'ipocrisia e non riesce a dire un'inutile bugia: ecco. Non è che adori il cinema di Werner Herzog o di Xavier Dolan e poi guardi in pace un film del genere; non credo sia possibile, sono dei mondi totalmente differenti. In più il filone Marvel è una saga ed io le saghe le ho sempre prese con le pinze o totalmente snobbate (Star Wars what? Lord of the rings what?).
Wakanda, terra super tecnologica in terra africana. Una città vive sotto un meteorite pieno di vibranium, una sostanza in grado di rendere possibile l'impossibile ed oltre. Per il bene del mondo i residenti non condividono niente di tutto ciò per paura di scatenare guerre e quant'altro. Un giorno arriva un agente britannico ed il giorno dopo il figlio di un morto, che pur non essendo di Wakanda riesce a muoversi con tranquillità (com'è possibile?), e quest'ultimo decide di fare il guastafeste. E niente, poi mi sono fermato. Per dire, potrebbero essere morti tutti.
Giuro che un imprevisto mi ha distolto dalla conclusione del lungometraggio, ma prima o poi lo finirò perché un pelo mi aveva attirato. Un pelo vorrei sottolineare, poiché tale recensione la scrivo a cinque giorni dall'inizio visione e pur avendo avuto altro tempo mi sono ritagliato del tempo sempre per fare altre cose. Detto ciò, il film viaggia anche bene e la future fantasy la esprime pure in maniera egregia grazie ad un budget da colossal (oltre le duecento castagne). Il problema di questi film, per quanto mi riguarda, è che si trovano sempre della parti caciarone in grado di piacere a tutti e a me danno un fastidio che nemmeno potete immaginare. In questo prodotto penso alla sorella del protagonista che scherza e ride per ogni stupidaggine o il laboratorio alla 007 dove si presentano battute trite e ritrite. Non sono per nulla razzista ma forse lo sono i produttori, perché mi sembra di aver assistito ad un esperimento di mercato in cui sono state invertite le parti, con un cast pieno di gente di colore e pochi bianchi latte, per attirare un pubblico ancora più vasto fatto di bianchi curiosi di vedere i neri e neri orgogliosi di vedere i neri per cui i bianchi si sono incuriositi. Un casino, lo so, ma con questa tipologia di film non ho mai avuto un buon rapporto di vicinato.
= tendente al -
Con: Chadwick Boseman (parte il film e lo fanno Re), Lupita Nyong'o (la futura Regina), Michael B. Jordan (non si tratta dell'ex giocatore di pallacanestro)
Anno: 2018
Genere: marveliano
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| Foto tratta da: clearlens.com |
Wakanda, terra super tecnologica in terra africana. Una città vive sotto un meteorite pieno di vibranium, una sostanza in grado di rendere possibile l'impossibile ed oltre. Per il bene del mondo i residenti non condividono niente di tutto ciò per paura di scatenare guerre e quant'altro. Un giorno arriva un agente britannico ed il giorno dopo il figlio di un morto, che pur non essendo di Wakanda riesce a muoversi con tranquillità (com'è possibile?), e quest'ultimo decide di fare il guastafeste. E niente, poi mi sono fermato. Per dire, potrebbero essere morti tutti.
Giuro che un imprevisto mi ha distolto dalla conclusione del lungometraggio, ma prima o poi lo finirò perché un pelo mi aveva attirato. Un pelo vorrei sottolineare, poiché tale recensione la scrivo a cinque giorni dall'inizio visione e pur avendo avuto altro tempo mi sono ritagliato del tempo sempre per fare altre cose. Detto ciò, il film viaggia anche bene e la future fantasy la esprime pure in maniera egregia grazie ad un budget da colossal (oltre le duecento castagne). Il problema di questi film, per quanto mi riguarda, è che si trovano sempre della parti caciarone in grado di piacere a tutti e a me danno un fastidio che nemmeno potete immaginare. In questo prodotto penso alla sorella del protagonista che scherza e ride per ogni stupidaggine o il laboratorio alla 007 dove si presentano battute trite e ritrite. Non sono per nulla razzista ma forse lo sono i produttori, perché mi sembra di aver assistito ad un esperimento di mercato in cui sono state invertite le parti, con un cast pieno di gente di colore e pochi bianchi latte, per attirare un pubblico ancora più vasto fatto di bianchi curiosi di vedere i neri e neri orgogliosi di vedere i neri per cui i bianchi si sono incuriositi. Un casino, lo so, ma con questa tipologia di film non ho mai avuto un buon rapporto di vicinato.
= tendente al -

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