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Heartbeats

Di: Xavier Dolan
Con: Xavier Dolan (bang bang maschile), Monia Chokri (bang bang femminile), Neils Schneider (il biondo irraggiungibile)
Anno: 2010
Genere: drammatico

Foto tratta da: altscreen.com
Non ricordo se l'avevo già scritto nella recensione dell'opera prima di tale giovane canadese, ma se anche fosse ci tengo a ribadirla: Xavier Dolan è in grado di attirarti in una realtà che non ti interessa. Con onestà pura, perché reputo sia una delle cose più importanti nella vita, quando vedo due dello stesso sesso baciarsi, che siano uomini o donne, provo un leggero ribrezzo. Se poi la loro storia, il loro modo di essere, viene analizzato nei minimi dettagli con le loro paure e le loro insicurezze me ne allontano con estrema disinvoltura. Tale visionario canadese è in grado di farmi andare oltre a questo pregiudizio che continuo a mantenere e per quanto mi riguarda è la sua più genuina virtù.
In qualche città canadese Francis (Xavier Dolan) e Marie (Monia Chokri) sono due amici che vivono tranquillamente la loro vita, lei con complessi da relazione e lui con una omosessualità quasi nascosta. Un giorno incontrano il divino Nicolas (Neils Schneider) e per tutti e due diventa un qualcosa da raggiungere, anche se impossibile, portandoli all'esaurimento. C'è il sogno, il rifiuto, il fallimento e poi tutto ricomincia.
Il lungometraggio è di una bellezza genuina e ricercata come i continui dettagli, penso al tacco che si ferma nel terreno. Xavier Dolan è stato in grado di farmi apprezzare lo slow motion, una tecnica che trovo quasi sempre deleteria, in quelle scene di preparazione all'incontro con il divino biondo che sono il fiore all'occhiello del film. Delle scene, accompagnate dalla solita e perfetta canzone, che non possono non entrare nell'immaginario collettivo. L'autore di tutto questo mondo mette in scena tutti i suoi tormenti, le sue insicurezze, la sua surreale comicità e non cerca il giudizio al suo modo di essere, te lo fa vedere e basta. Come nell'opera prima un ruolo importante ha la protagonista femminile, vera mattatrice della pellicola come nel caso precedente. Monia Chokri (Marie) ci propone un personaggio così tanto convinto della sua insicurezza che ogni volta che lo si vede ti fa sprigionare dell'ilarità. Questo cinema introspettivo di un ragazzo omosessuale amante del cinema non può non essere riconosciuto.

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