Passa ai contenuti principali

Loro 2

Di: Paolo Sorrentino
Con: Toni Servillo (vedi recensione Loro 1), Riccardo Scamarcio (vedi recensione Loro 1), Elena Sofia Ricci (vedi recensione Loro 1)
Anno: 2018
Genere: berlusconiano

Foto tratta da: liberoquotidiano.it
A seguito della seconda parte del volume uno, sinceramente mi aspettavo altro. Mi aspettavo una visione più solitaria ed introspettiva del protagonista, lontano dai luoghi comuni e dal cliché creatosi in questi ultimi decenni. Tale componente c'è, sarei ipocrita ad affermare il contrario, ma non è presente nella quantità da me sperata. Nelle settimane di attesa avevo sperato di non vedere più nulla della parte con Riccardo Scamarcio e l'harem di donne dai facili costumi, invece sono stato smentito alla bella e buona. Reputo sia stato dato troppo spazio a quella parte del film, tutto per arrivare alla conclusione della battuta dell'alito da vecchio con un'attrice che quasi peggio non potevano trovare. Probabilmente è stato fatto con criterio, per dire che anche senza vendersi al "presidente" si resta ignoranti. Sto scherzando, suvvia, che permalosi/e.
Bene o forse no, la storia prosegue da Arcore e dalla Sardegna non si schioderà più per tutta la durata del lungometraggio. A differenza della prima parte la presenza di attori/attrice mi è sembrata più limitata, dando pieno spazio al personaggio di Silvio Berlusconi (Toni Servillo). Tra donne che si rasano la patata a bordo piscina e giri deprimenti con la macchina da golf (vedi foto), il regista campano cerca di andare più sul profondo del personaggio ma strizzando l'occhio anche a della semplice ciccia da grande schermo. Ha il merito di non farlo come nella prima parte, dove aveva esagerato come si fa ad un pranzo di Natale.
Cosa mi ha lasciato questo film? Una mostra. Mi spiego: serviva fare un lungometraggio di questo genere visto che di tutto questo ci rimarranno (probabilmente) solamente delle istantanee sorrentiniane? Non poteva fare direttamente una mostra fotografica? E' una provocazione, diciamocelo, però alla fine dei conti questo é: il gioco di luci nella foto qua sopra, i vivi colori quando si ritrova dentro la gabbia delle farfalle, la Ricci catafratta (concedetemi il termine non esistente) dentro alla rete dove si salta, e così via. Resterà l'impressione di aver visto una bella opera, dopotutto Paolo Sorrentino gira bene (non ascoltate cosa dicono i felliniani doc), ma della storia ricorderemo poco e nulla perché non ha raggiunto la sua ambizione. Volevi farlo vedere in un modo prettamente introspettivo? Fallo fino in fondo, non tentennare. Deprimente anche il monologo finale tra i due protagonisti, dove Elena Sofia Ricci butta al vento un'ottima interpretazione da depressa cercando di dominare la scena con dei minuti di parlato al limite dell'indecente. Alla fine dei conti un'opera che fa la sua figura ma andando ben distante dal raggiungere le sue massime potenzialità.

=

Commenti

Post popolari in questo blog

Big bad wolves

Di : Aharon Keshales, Navot Papushado Con : Lior Ashkenazi ( la linea comica ), Rotem Keinan ( il docente che sembra più danese che israeliano ), Tzahi Grad ( il padre che si trasforma in Ed Gein ) Anno : 2013 Genere : un calderone di generi Foto tratta da: enclavedecine.com Una piccolezza non ho capito di tale lungometraggio israeliano: la convinzione da parte del poliziotto che il killer sia precisamente quello, no doubt, anche senza alcuna effettiva lampante prova. Voglio vederla come una presa in giro delle forze dell'ordine, della loro convinzione nel sapere tutto, che poi andrebbe a giustificare un personaggio, quello del poliziotto, fin troppo comico per la storia che si è andata a narrare. Una delle tante variabili impazzite in un lungometraggio deviato. Ci troviamo in Israele, non è dato sapere bene dove, ed una bambina viene rapita, stuprata e tagliata a pezzi. Da quanto si capisce non è la prima volta che accade un evento del genere. Il sospettato risulta esser...

Three billboards outside Ebbing, Missouri

Di : Martin McDonagh Con : Frances McDormand ( quella che cerca la verità ), Sam Rockwell ( tutto quello che c'è di sbagliato in un poliziotto ), Woody Harrelson ( lo sceriffo con il cancro ) Anno : 2017 Genere : drammatico Foto tratta da: diaridicinema.wordpress.com Di " In Bruges " ho sempre avuto un ottimo giudizio e della McDormand una stima indescrivibile: due fattori che mi avrebbero fatto visionare il film senza nessun tipo di tentennamento. Con il passare del tempo è trapelata la storia, si sono visti dei spezzoni di film e poi, una volta completato, sono arrivate le continue ottime recensioni sul prodotto stesso. Per dire che se già c'era la voglia di vederlo anche a scatola chiusa, con tutto quello che è successo l'hype ha toccato vette molto alte. La madre ( Frances McDormand ) di una figlia uccisa, stuprata e bruciata non ci sta che dopo sette mesi dalla perdita non si è ancora scoperto nulla. Con un atteggiamento molto burbero si fa sentire...

The wolf man

Di : George Waggner Con : Lon Chaney Jr. ( un Steve Pemberton sessant'anni prima, in quanto a somiglianza ), Claude Rains ( un padre diffidente che poi uccide il figlio senza pensarci un millisecondo ), Evelyn Ankers ( la sbadata donna del piccolo paesino ) Anno : 1941 Genere : horror Foto tratta da: monstermoviekids.wordpress.com Risulta sempre simpatico pensare a quanto il passaggio del tempo cambi le percezioni delle persone. Tale film, nel 1941, venne considerato un horror bello e buono, mentre al giorno d'oggi verrebbe considerato un prodotto per tutta la famiglia. Popcorn, bibita gassata, un divano comodo e tre gemelli di sei anni a vedere tale film con i propri genitori. Nel corso dei decenni è notevolmente cambiata l'impostazione data ai film di tale genere. Pensiamo a questo, di cui stiamo parlando: un po' di nebbia, scene in notturna, giochi di luce, l'idea che ci sia qualcosa di strano, l'eleganza di classe messa in dubbio da qualcosa di torb...