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Gotti

Di: Kevin Connolly
Con: John Travolta (il mafioso anni ottanta), Kelly Preston (la moglie che piange la morte del figlio ma non dei rivali del marito), Spencer Lofranco (l'inguardabile figlio maggiore)
Anno: 2018
Genere: drammatico

Foto tratta da: filmsontappodcast.com
Se nella mia mente cammina un'idea malsana, difficilmente non cerco di indagare più a fondo. Quanto è successo con la visione di tale lungometraggio è figlio di questo mio essere. L'idea nella mia testa era semplice: "Da tanto tempo non vedo un film prettamente mafioso. E' giusto che offra del tempo a questo lavoro". Che fosse da molto tempo che non vedevo un film mafioso stento a crederlo, però con le idee malsane non si può sedersi ad un tavolo e ragionare. Quindi via con la visione di questa melma.
Siamo a New York fucking City, dove si segue la scalata del mafioso John Gotti (John Travolta) che da semplice pezza diventa un uomo d'elite grazie alla sua cazzima. Con un figlio maggiore (Spencer Lofranco) che vuole patteggiare quando il padre ormai è sull'orlo della bara e dietro una cella, assistiamo ad uno stampo di luoghi comuni da film di svariati anni fa. Il tutto seguendo la voglia di questo uomo di andare a capo di una famiglia che non è sua, quindi anche poco rispettoso e non fautore del detto "lavare in casa i panni sporchi". Quest'ultima uscita era prettamente comica, passo e chiudo.
Se non si è già capito, tale lungometraggio non l'ho minimamente finito. Anzi, non sono nemmeno arrivato a metà. Capisco il luogo comune del mafioso serio e che non viene fottuto da nessuno, ma il buon John sembra aver preso troppo alla lettera il luogo comune, poiché per quei cinquanta minuti che ho visto non ha mai cambiato espressione. Muore il figlio? Labbra verso il basso. Scopre la spia (vedi foto)? Labbra verso il basso. Vuole fare la scalata? Labbra verso il basso. Ringrazio l'icona pop di decenni fa per il tentativo, veramente, ma il problema più grande non è nemmeno lui. Il vero meteorite per il film è l'attore che ricopre il ruolo del figlio maggiore, a dir poco da prendere a randellate sulle tibie. Probabilmente volendo portare sullo schermo una specie di "giovane alla The Departed", sono stati in grado di dare il ruolo ad un attore che da domani sarebbe meglio andasse a fare l'edicolante (e con tutto il rispetto per l'edicolante, che poi magari non mi offre più il giornale). La smetto, poiché la critica semi seria non mi esce, quindi vi lascio con una massima: "Guardatelo, mi raccomando".

S.V.

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