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Sollers point

Di: Matthew Porterfield
Con: McCaul Lombardi (il permaloso ai domiciliari), Jim Belushi (il padre del permaloso ai domiciliari), Zazie Beetz (l'ex fidanzata del permaloso ai domiciliari)
Anno: 2017
Genere: drammatico

Foto tratta da: hdencode.com
Esistono prodotti che sei portato a studiare grazie ad una copertina, una locandina, un simbolo, un qualcosa che attira la tua attenzione. Cose semplici ma che riescono a farti pensare: "Da come è posta, questa cosa merita di essere presa in considerazione". Tale film deve molto alla locandina, banale nella sua completezza di significato. Dopo aver visionato questa quinta opera del regista in questione cogli ancora di più la profondità dell'immagine stessa, così onirica nella sua semplicità.
Gli Stati Uniti sono sempre stati fornitori di storie di profonda periferia. In questo caso non è proprio così ma lo sembra, poiché il protagonista è un giovane bianco (McCaul Lombardi) che sta scontando la condizionale a causa di piccoli giri di spaccio. Pur giovane e con una vita di fronte a lui, il ragazzo pian piano perde fiducia nella vita stessa. Una madre assente, un padre con il dito puntato ed un amore ben nascosto nei cassetti, una fidanzata che vuole lasciarselo alle spalle, un quartiere che quasi lo rigetta e ben pochi appigli su cui aggrapparsi lo portano al gesto estremo nel mezzo di una non tanto velata indifferenza.
Partiamo dal presupposto che il finale lo fa diventare un film di una tristezza degna di nota. Non tanto per il gesto, che ipotizziamo ci sia stato ma non ne siamo sicuri, ma per l'indifferenza con cui viene lasciato nella propria solitudine da parte dell'ex fiamma. Quest'ultima sembra voler così tanto chiudere con il passato in maniera ipocrita, l'amore si percepisce che è ancora vivo, portandola a marcire sentimentalmente lei stessa. Un finale che scombussola il banco, poiché per tutti i restanti minuti abbiamo visto un ragazzo con scatti d'ira che sembrava sempre pronto a trovare una scusa, dal fatto di non andare ai corsi all'alzarsi non di certo con le galline o nel frequentare persone da evitare, ma con una discreta voglia di vivere. Il classico ragazzo che ha fatto la cazzata, ne paga le conseguenze e, come sempre negli Stati Uniti da film e non solo (?), continua a vivere nella merda senza vie d'uscita se non un giro a Las Vegas alla ricerca del jackpot. E invece no, rimaniamo sorpresi da quanto succede. Lo stesso non si può dire del film in se stesso, che figlio di una voglia di realismo quasi totale ogni tanto porta all'accenno di pennica. Da vedere per il semplice e non pretenzioso trattato di vita.

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