Di: Mikkel Norgaard
Con: Frank Hvam (un Mr.Bean in salsa danese), Casper Christensen (uno che si gode la vita, forse un pelo troppo), Marcuz Jess Petersen (un bambino che viene martoriato di continuo)
Anno: 2010
Genere: commedia
Se non fosse stato per un audio originale al limite dell'incomprensibile e dei protagonisti con forti lineamenti scandinavi, nei minuti iniziali ha tutta l'aria di essere un tipico lungometraggio britannico con forti dosi di pesante satira. E invece no, ci troviamo in Danimarca, non ricordo nemmeno dove di preciso, e seguiamo la settimana di un rincoglionito come pochi. Sinceramente volevo utilizzare un altro termine, meno forte, ma rincoglionito rispecchia alla perfezione un personaggio che non si rende conto di tutte le cazzate che effettua. Cazzate in buona fede ma pur sempre cazzate.
Frank (Frank Hvam) è fidanzato con una donzella e quest'ultima non gli comunica che diventerà padre. Lui è talmente fuori dal mondo che se la prende a modo suo e rapisce suo nipote, portandolo in un tour da adulti con l'amico senza freni Casper (Casper Christensen). Sarebbe riduttivo affermare che ne combinano di rivedibili perché si spingono oltre, dai tentativi di stupro a minori al fumare canne con un minore nelle vicinanze, dall'andare a letto con una hippy corposa allo sbeffeggiare il piccolo che invece dovrebbero proteggere ed educare. Ovviamente finisce a tarallucci e vino, la storia tra il piccolo ed il presunto zio, dove tutte le cazzate fatte vengono viste con toni positivi e piene d'affetto.
Divertente, non si può di certo dire il contrario. I dialoghi tra la coppia protagonista credo siano la parte più divertente del film, dove lei è rassegnata dal fatto di essere insieme ad un rincoglionito e lui svela una forse inconsapevole auto ironia. L'amico ossessionato dal triangolo femminile è una variabile impazzita, che a conti fatti probabilmente fa peggiorare il film. Sia ben chiaro che il personaggio è molto simpatico, troppo estremo in tutto ma allo stesso tempo molto reale, ma la sua intromissione fa saltare quella satira di cortesia che aleggia nei primi venti minuti del lungometraggio. Quest'ultimo passa da una commedia molto nera, ricercata, ad un road movie senza pudore e pieno di antimoralismo. Da notare che i nomi degli attori in scena e fuori scena non cambiano.
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Con: Frank Hvam (un Mr.Bean in salsa danese), Casper Christensen (uno che si gode la vita, forse un pelo troppo), Marcuz Jess Petersen (un bambino che viene martoriato di continuo)
Anno: 2010
Genere: commedia
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| Foto tratta da: IMCDb.org |
Se non fosse stato per un audio originale al limite dell'incomprensibile e dei protagonisti con forti lineamenti scandinavi, nei minuti iniziali ha tutta l'aria di essere un tipico lungometraggio britannico con forti dosi di pesante satira. E invece no, ci troviamo in Danimarca, non ricordo nemmeno dove di preciso, e seguiamo la settimana di un rincoglionito come pochi. Sinceramente volevo utilizzare un altro termine, meno forte, ma rincoglionito rispecchia alla perfezione un personaggio che non si rende conto di tutte le cazzate che effettua. Cazzate in buona fede ma pur sempre cazzate.
Frank (Frank Hvam) è fidanzato con una donzella e quest'ultima non gli comunica che diventerà padre. Lui è talmente fuori dal mondo che se la prende a modo suo e rapisce suo nipote, portandolo in un tour da adulti con l'amico senza freni Casper (Casper Christensen). Sarebbe riduttivo affermare che ne combinano di rivedibili perché si spingono oltre, dai tentativi di stupro a minori al fumare canne con un minore nelle vicinanze, dall'andare a letto con una hippy corposa allo sbeffeggiare il piccolo che invece dovrebbero proteggere ed educare. Ovviamente finisce a tarallucci e vino, la storia tra il piccolo ed il presunto zio, dove tutte le cazzate fatte vengono viste con toni positivi e piene d'affetto.
Divertente, non si può di certo dire il contrario. I dialoghi tra la coppia protagonista credo siano la parte più divertente del film, dove lei è rassegnata dal fatto di essere insieme ad un rincoglionito e lui svela una forse inconsapevole auto ironia. L'amico ossessionato dal triangolo femminile è una variabile impazzita, che a conti fatti probabilmente fa peggiorare il film. Sia ben chiaro che il personaggio è molto simpatico, troppo estremo in tutto ma allo stesso tempo molto reale, ma la sua intromissione fa saltare quella satira di cortesia che aleggia nei primi venti minuti del lungometraggio. Quest'ultimo passa da una commedia molto nera, ricercata, ad un road movie senza pudore e pieno di antimoralismo. Da notare che i nomi degli attori in scena e fuori scena non cambiano.
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