Di: Jan Hrebejk
Con: Miroslav Donutil (il padre di famiglia con regali elastici), Jiri Kodet (urlatore professionista con medaglia al merito), Bolek Polivka (un fratello che istiga l'ignoranza)
Anno: 1999
Genere: commedia (storica ed amara)
Ridi e pensi, ridi e pensi. Ridi, molto, e pensi, a ritmi alterni. Quando ridi lo fai con tutto te stesso, ti fai coinvolgere, ma quando ti soffermi a pensare al valore di quella risata, amara nella maggior parte delle volte, forse tanto in pace con te stesso non lo sei. E' uno di quei lungometraggi che grazie ad una forte ironia, anche di contorno, riescono ad oltrepassare lo steccato dell'avvenimento storico, malevolo o benevolo che sia. Pensi, come già detto a ritmi alterni, perché con questa messa in scena potresti andare a ridere pure del periodo nazista, sono per l'ironia a trecentosessanta gradi, ma senza dare peso al periodo in questione. Come se il contesto storico che scatena la risata non sia poi così importante, e questo non è un bene per la nostra morale.
Ci troviamo in un appartamento della Repubblica Ceca, nel periodo invernale del 1967 che precede la primavera di Praga. Con una base di ironia totale, sia storica che fannullona, seguiamo le storie di due famiglie che in un secondo momento andranno a legare i propri destini. Si cerca di vedere il tutto tramite gli occhi dei due futuri fratelli, Jindriska (Kristyna Novakova) e Michal (Michael Beran), con la prima in grado di usare la ragione contro un amore impossibile che vorrebbe forzare il secondo.
Seguendo il concetto della cortina di ferro, Jarchovsky e Sabach (tutti e due Petr di nome) mettono su carta un copione veramente ben fatto. Giocando sul contrasto tra est ed ovest del mondo, in un periodo storico molto delicato e non ancora uscito dalle guerre mondiali, scherzano amaramente sui luoghi comuni di chi vuole stare da una parte per qualsiasi motivo. Il contrasto più simpatico risulta essere quello tra due fratelli, dove ogni contesto è buono per sfidarsi a suon di futilità: uno dei due non accetta l'evoluzione presente negli Stati Uniti, quindi cerca in tutti i modi di far notare la prontezza di risposta dell'Unione Sovietica. Il detrattore bolscevico (Jiri Kodet) provoca molte risate all'inizio, per questo suo modo decisamente sopra le righe, ma con il passare dei minuti inizia a diventare una spina nel fianco per il film. Un prodotto che ha un solo piccolo punto di svantaggio: non provenendo da una nazione popolare alla maggior parte del mondo, certe sottigliezze probabilmente non si riescono a cogliere.
= tendente al +
Con: Miroslav Donutil (il padre di famiglia con regali elastici), Jiri Kodet (urlatore professionista con medaglia al merito), Bolek Polivka (un fratello che istiga l'ignoranza)
Anno: 1999
Genere: commedia (storica ed amara)
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| Foto tratta da: justwatch.com |
Ridi e pensi, ridi e pensi. Ridi, molto, e pensi, a ritmi alterni. Quando ridi lo fai con tutto te stesso, ti fai coinvolgere, ma quando ti soffermi a pensare al valore di quella risata, amara nella maggior parte delle volte, forse tanto in pace con te stesso non lo sei. E' uno di quei lungometraggi che grazie ad una forte ironia, anche di contorno, riescono ad oltrepassare lo steccato dell'avvenimento storico, malevolo o benevolo che sia. Pensi, come già detto a ritmi alterni, perché con questa messa in scena potresti andare a ridere pure del periodo nazista, sono per l'ironia a trecentosessanta gradi, ma senza dare peso al periodo in questione. Come se il contesto storico che scatena la risata non sia poi così importante, e questo non è un bene per la nostra morale.
Ci troviamo in un appartamento della Repubblica Ceca, nel periodo invernale del 1967 che precede la primavera di Praga. Con una base di ironia totale, sia storica che fannullona, seguiamo le storie di due famiglie che in un secondo momento andranno a legare i propri destini. Si cerca di vedere il tutto tramite gli occhi dei due futuri fratelli, Jindriska (Kristyna Novakova) e Michal (Michael Beran), con la prima in grado di usare la ragione contro un amore impossibile che vorrebbe forzare il secondo.
Seguendo il concetto della cortina di ferro, Jarchovsky e Sabach (tutti e due Petr di nome) mettono su carta un copione veramente ben fatto. Giocando sul contrasto tra est ed ovest del mondo, in un periodo storico molto delicato e non ancora uscito dalle guerre mondiali, scherzano amaramente sui luoghi comuni di chi vuole stare da una parte per qualsiasi motivo. Il contrasto più simpatico risulta essere quello tra due fratelli, dove ogni contesto è buono per sfidarsi a suon di futilità: uno dei due non accetta l'evoluzione presente negli Stati Uniti, quindi cerca in tutti i modi di far notare la prontezza di risposta dell'Unione Sovietica. Il detrattore bolscevico (Jiri Kodet) provoca molte risate all'inizio, per questo suo modo decisamente sopra le righe, ma con il passare dei minuti inizia a diventare una spina nel fianco per il film. Un prodotto che ha un solo piccolo punto di svantaggio: non provenendo da una nazione popolare alla maggior parte del mondo, certe sottigliezze probabilmente non si riescono a cogliere.
= tendente al +

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