Di: Lynn Shelton
Con: Jay Duplass (ricorda un rallysta privato del triveneto), Edie Falco (Carmela Soprano), Ben Schwartz (il fratello con la coscienza sporca come un paio d'intimo che indossi da vent'anni)
Anno: 2017
Genere: drammatico
Catafratto (cit. non accettata dal dizionario) è il termine che mi viene in mente per riassumere questo lungometraggio. A dir la verità non da utilizzare per lo scopo appena espresso ma per il modo con cui l'ho visionato: catafratto (cit. non accettata dal dizionario), appunto, sul divano. Sono dell'idea che se un qualsiasi prodotto, dal cinema alla scimmia che gioca con le bocce, ti permette di non alzarti mai dalla postazione da te presa ha molti meriti. Non è facile resistere all'attrazione provocata dal pacchetto di patatine, dalla bibita fresca o dal mini snack che ulula dal tavolo che vedi dall'altra parte della stanza. Complimenti.
In una di quelle piccole comunità contornate da pini, Chris (Jay Duplass) torna a vivere la propria vita dopo vent'anni ingiustamente trascorsi in carcere. Arriva alla libertà grazie a Carol (Edie Falco), una docente che studia bene il suo caso, e tra i due nasce un rapporto che sfocia nel test del materasso dopo mille vicissitudini. Di mezzo storie di famiglie, con vergognosi fratelli e fedi al dito non proprio rispettate.
La regista bisex riesce a far arrivare quel senso di disorientamento causato da vent'anni di carcere, prendendo la giornata come metafora per la nuova vita e la notte come periodo pieno di dubbi e paure. Probabilmente l'ha concepito la mia sola mente, ma se ci fate caso quando il protagonista scende nella cantina della depressione lo fa solo in scene notturne. Lo stesso Jay Duplass ha aiutato la regista nella stesura della sceneggiatura, andando così a studiare e allo stesso tempo modellare il personaggio da lui interpretato, che in quasi due ore di lungometraggio prende sempre più confidenza nel rientro in comunità ma mai lasciandosi alle spalle la fragilità del suo essere. Superlativa l'interpretazione di Edie Falco, che riesce a non farsi mai vedere come una madre ma come una vera e propria possibile fidanzata nonostante la notevole differenza d'età. Una storia che colpisce nel segno grazie alla sua semplicità di messa in scena di un tema delicato.
= tendente al +
Con: Jay Duplass (ricorda un rallysta privato del triveneto), Edie Falco (Carmela Soprano), Ben Schwartz (il fratello con la coscienza sporca come un paio d'intimo che indossi da vent'anni)
Anno: 2017
Genere: drammatico
![]() |
| Foto tratta da: deadline.com |
Catafratto (cit. non accettata dal dizionario) è il termine che mi viene in mente per riassumere questo lungometraggio. A dir la verità non da utilizzare per lo scopo appena espresso ma per il modo con cui l'ho visionato: catafratto (cit. non accettata dal dizionario), appunto, sul divano. Sono dell'idea che se un qualsiasi prodotto, dal cinema alla scimmia che gioca con le bocce, ti permette di non alzarti mai dalla postazione da te presa ha molti meriti. Non è facile resistere all'attrazione provocata dal pacchetto di patatine, dalla bibita fresca o dal mini snack che ulula dal tavolo che vedi dall'altra parte della stanza. Complimenti.
In una di quelle piccole comunità contornate da pini, Chris (Jay Duplass) torna a vivere la propria vita dopo vent'anni ingiustamente trascorsi in carcere. Arriva alla libertà grazie a Carol (Edie Falco), una docente che studia bene il suo caso, e tra i due nasce un rapporto che sfocia nel test del materasso dopo mille vicissitudini. Di mezzo storie di famiglie, con vergognosi fratelli e fedi al dito non proprio rispettate.
La regista bisex riesce a far arrivare quel senso di disorientamento causato da vent'anni di carcere, prendendo la giornata come metafora per la nuova vita e la notte come periodo pieno di dubbi e paure. Probabilmente l'ha concepito la mia sola mente, ma se ci fate caso quando il protagonista scende nella cantina della depressione lo fa solo in scene notturne. Lo stesso Jay Duplass ha aiutato la regista nella stesura della sceneggiatura, andando così a studiare e allo stesso tempo modellare il personaggio da lui interpretato, che in quasi due ore di lungometraggio prende sempre più confidenza nel rientro in comunità ma mai lasciandosi alle spalle la fragilità del suo essere. Superlativa l'interpretazione di Edie Falco, che riesce a non farsi mai vedere come una madre ma come una vera e propria possibile fidanzata nonostante la notevole differenza d'età. Una storia che colpisce nel segno grazie alla sua semplicità di messa in scena di un tema delicato.
= tendente al +

Commenti
Posta un commento