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A star is born

Di: Bradley Cooper
Con: Bradley Cooper (country boy, amante del bicchiere mezzo vuoto in qualsiasi ora della giornata), Lady Gaga (la Beyoncè di turno), Sam Elliott (quello che porta in giro un baffo importante)
Anno: 2018
Genere: musicalmente drammatico

Foto tratta da: okayplayer.com

Una Lady Gaga che ricorda la Charlize Theron di Monster e non credo si tratti proprio di un complimento, almeno se la mettiamo sul lato della somiglianza estetica. A livello recitativo una bellissima sorpresa, almeno nella prima parte in cui risulta molto libera e spensierata, in un lungometraggio che forse viene considerato più grande di quello che è. Capisco che negli ultimi anni vadano tutti matti per i musical, quasi sempre sopravvalutati fin dai tempi di Crazy Heart, quindi calmiamoci con questa continua esaltazione del genere. Un film godibile ma di certo non uno di quelli da sviolinare in una serata cinematografica con esperti amici della materia.
Jackson Manie (Bradley Cooper) è un famoso cantante country originario dell'Arizona, totalmente dipendente da alcool e droghe in forma di pillole. Una sera decide di farsi scaricare in un bar dal dubbio orientamento sessuale, dove si innamora della cameriera canterina Ally (Lady Gaga). Un amore travolgente che segue le carriere di tutti e due, il declino di uno e l'ascesa dell'altra, fino al raggiungimento dell'estremo epilogo.
Bisogna partire da un presupposto: ogni film che ti porta al pianto, o molto vicino, non lo si riesce a giudicare con la giusta imparzialità. Quando si toccano sentimenti, la linea del giudizio inizia a prendere strade tortuose e questa opera prima di Bradley Cooper lo fa, anche bene, un paio di volte. Quindi perché parlarne con la vista annebbiata? No, non ci sto, voglio parlarne. Se ci impegniamo a togliere questa patina di malinconia, riusciamo a decifrare con cura tale lungometraggio: piatto, nessun picco, recitazioni buone ma non eccelse ed una continua voglia di dare un'occhiata all'orologio posizionato sul polso sinistro. Esatto, avete capito bene: non sono un fan di Bradley Cooper. Non lo considero un pessimo attore ma non è in grado di prendersi un film, passatemi il termine, poiché è il film che deve venire da lui per esaltarlo come nei due lungometraggi con Jennifer Lawrence o in American Hustle. La regia è buona perché riesce a farti entrare nel clima, dai piccoli dettagli della casa alla prima Lady Gaga cameriera, ma ricorda un libro ben scritto che non ispira di essere riletto. Sorprendente la presenza di un Dave Chappelle che davo per morto.

= (overrated)

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