Di: Joshua J. Smith
Con: Conor Murphy (il giovane che non ha niente che ricorda il country), Tim DeZarn (il vecchio che beve, beve, beve e canta in playback), Frank Collison (l'artigiano cieco in grado di vedere l'impossibile)
Anno: 2018
Genere: road movie
Breve, molto breve: parliamo di un'opera prima che dura poco più di 70'. Vincitore di alcuni premi in festival minori, pur avendo molti difetti da budget limitato Joshua J. Smith riesce a non farti staccare da una storia molto semplice e senza alti e bassi al fine di stupire lo spettatore. Strano ma vero, nonostante la parte del ragazzo giovane venga interpretata molto male, Conor Murphy è al limite del penale, non ti prudono le mani poste sopra il telecomando. Forse è il clima da road movie, forse il budget limitato, forse le riprese senza la presenza di attori ma ti viene naturale dar fiducia a questa opera. O forse è solo la breve durata di essa.
Charlie Stillman (Conor Murphy) è un giovane ragazzo figlio d'arte che lascia il New Jersey per raggiungere Nashville alla ricerca di una carriera da cantante country. Non sembra essere il suo mondo, lui si ostina con il sogno e tramite un'occasione fortuita riesce a farcela: con un camper datato, deve andare a prendere il problematico Buckshot Thomas (Tim DeZarn) a Seattle e portarlo in un locale di Nashville per farlo esibire. Tra una storia d'amore forzata ed uno scontro tra vecchio e nuovo country, il tutto finisce a tarallucci e vino.
Rientrando nella categoria dei film a budget praticamente nullo, lo si deve vedere sotto un'altra prospettiva. Non si può criticare la diversa patina della pellicola, i colori alle volte troppo accentuati, certe recitazioni a dir poco discutibili o alcuni buchi nel copione. No, sono lungometraggi di cui bisogna apprezzare lo sforzo e la passione che ci sono dietro. Non sono stato in grado di trovare una stima del budget, troppo underground come prodotto, ma non penso siano andati oltre le centinaia di migliaia, a farla grande. Se un prodotto del genere, molto grezzo, non ti forza a mettere in pausa la visione per quanto mi riguarda ha fatto il suo dovere e non si può stroncare. E' vero che la storia trova il tempo che trova, troppo piatta, ma penso vada bene così per un'opera di questa caratura.
=
Con: Conor Murphy (il giovane che non ha niente che ricorda il country), Tim DeZarn (il vecchio che beve, beve, beve e canta in playback), Frank Collison (l'artigiano cieco in grado di vedere l'impossibile)
Anno: 2018
Genere: road movie
![]() |
| Foto tratta da: IMDb.com |
Breve, molto breve: parliamo di un'opera prima che dura poco più di 70'. Vincitore di alcuni premi in festival minori, pur avendo molti difetti da budget limitato Joshua J. Smith riesce a non farti staccare da una storia molto semplice e senza alti e bassi al fine di stupire lo spettatore. Strano ma vero, nonostante la parte del ragazzo giovane venga interpretata molto male, Conor Murphy è al limite del penale, non ti prudono le mani poste sopra il telecomando. Forse è il clima da road movie, forse il budget limitato, forse le riprese senza la presenza di attori ma ti viene naturale dar fiducia a questa opera. O forse è solo la breve durata di essa.
Charlie Stillman (Conor Murphy) è un giovane ragazzo figlio d'arte che lascia il New Jersey per raggiungere Nashville alla ricerca di una carriera da cantante country. Non sembra essere il suo mondo, lui si ostina con il sogno e tramite un'occasione fortuita riesce a farcela: con un camper datato, deve andare a prendere il problematico Buckshot Thomas (Tim DeZarn) a Seattle e portarlo in un locale di Nashville per farlo esibire. Tra una storia d'amore forzata ed uno scontro tra vecchio e nuovo country, il tutto finisce a tarallucci e vino.
Rientrando nella categoria dei film a budget praticamente nullo, lo si deve vedere sotto un'altra prospettiva. Non si può criticare la diversa patina della pellicola, i colori alle volte troppo accentuati, certe recitazioni a dir poco discutibili o alcuni buchi nel copione. No, sono lungometraggi di cui bisogna apprezzare lo sforzo e la passione che ci sono dietro. Non sono stato in grado di trovare una stima del budget, troppo underground come prodotto, ma non penso siano andati oltre le centinaia di migliaia, a farla grande. Se un prodotto del genere, molto grezzo, non ti forza a mettere in pausa la visione per quanto mi riguarda ha fatto il suo dovere e non si può stroncare. E' vero che la storia trova il tempo che trova, troppo piatta, ma penso vada bene così per un'opera di questa caratura.
=

Commenti
Posta un commento