Passa ai contenuti principali

Gutland

Di: Govinda Van Maele
Con: Frederick Lau (trent'anni nella realtà, quaranta abbondanti a schermo), Vicky Krieps (una vista anche a Hollywood), Marco Lorenzini (il David Lynch lussemburghese)
Anno: 2017
Genere: thriller

Foto tratta da: filmfund.lu
Non vorrei cadere nel ridicolo ma nel corso dell'ultimo decennio è quasi meglio cercare un prodotto a basso costo e con una storia ben delineata, al posto di pedinare dei blockbuster da tripla cifra curati in ogni minimo dettaglio ma che spesso lasciano l'amaro in bocca. C'è da dire che nell'ultimo periodo il concetto di blockbuster è quasi sinonimo di depressione, quindi è anche facile lasciarlo da parte e cercare altri mondi. Non che in passato fosse molto diverso, certo che da quanto ricordo non era così deprimente la situazione, ma diciamo che ci viene dato uno stimolo in più a guardare con costanza altri lidi.
Ci troviamo nel dimenticato Lussemburgo, terra che in ben pochi ricordano esistere. Jens Fauser (Frederick Lau) è un tedesco che cerca riparo in un piccolo paese lontano da casa, dopo aver perpetrato una truffa ai danni dello Stato o di privati. Con una personalità molto chiusa ed un'espressione facciale di perenne sofferenza, viene risucchiato all'interno di un intrigo molto tetro. Tra violenze sessuali, bambini gettati in pozzi e cambi di identità, il protagonista trova la propria salvezza pur perdendo la retta via della propria esistenza.
Il giovane regista trentacinquenne mette in piedi una bellissima opera prima tramite l'utilizzo di un budget poco superiore ai tre milioni di euro. Girato ad Herborn, una storica città del centro ovest tedesco, riesce ad offrirti quel gusto di luogo di pace immerso nella natura che, proprio per questa solitudine, potrebbe celare qualsiasi tipo di mistero. L'attore Frederick Lau verrà ricordato (almeno dal sottoscritto) per questa interpretazione, come ricordo Matthias Schoenaerts in Rundskop del 2011, poiché tramite una forza d'espressione non indifferente riesce ad offrire al personaggio un'apparente e non veritiera corazza da duro. La storia risulta essere semplice e sadica allo stesso tempo, non facendoti mai rabbrividire ma portandoti a pensare a come la mente umana può essere facilmente modellabile. Una rimarchevole stella nel cielo lussemburghese.

+^+

Commenti

Post popolari in questo blog

Big bad wolves

Di : Aharon Keshales, Navot Papushado Con : Lior Ashkenazi ( la linea comica ), Rotem Keinan ( il docente che sembra più danese che israeliano ), Tzahi Grad ( il padre che si trasforma in Ed Gein ) Anno : 2013 Genere : un calderone di generi Foto tratta da: enclavedecine.com Una piccolezza non ho capito di tale lungometraggio israeliano: la convinzione da parte del poliziotto che il killer sia precisamente quello, no doubt, anche senza alcuna effettiva lampante prova. Voglio vederla come una presa in giro delle forze dell'ordine, della loro convinzione nel sapere tutto, che poi andrebbe a giustificare un personaggio, quello del poliziotto, fin troppo comico per la storia che si è andata a narrare. Una delle tante variabili impazzite in un lungometraggio deviato. Ci troviamo in Israele, non è dato sapere bene dove, ed una bambina viene rapita, stuprata e tagliata a pezzi. Da quanto si capisce non è la prima volta che accade un evento del genere. Il sospettato risulta esser...

Three billboards outside Ebbing, Missouri

Di : Martin McDonagh Con : Frances McDormand ( quella che cerca la verità ), Sam Rockwell ( tutto quello che c'è di sbagliato in un poliziotto ), Woody Harrelson ( lo sceriffo con il cancro ) Anno : 2017 Genere : drammatico Foto tratta da: diaridicinema.wordpress.com Di " In Bruges " ho sempre avuto un ottimo giudizio e della McDormand una stima indescrivibile: due fattori che mi avrebbero fatto visionare il film senza nessun tipo di tentennamento. Con il passare del tempo è trapelata la storia, si sono visti dei spezzoni di film e poi, una volta completato, sono arrivate le continue ottime recensioni sul prodotto stesso. Per dire che se già c'era la voglia di vederlo anche a scatola chiusa, con tutto quello che è successo l'hype ha toccato vette molto alte. La madre ( Frances McDormand ) di una figlia uccisa, stuprata e bruciata non ci sta che dopo sette mesi dalla perdita non si è ancora scoperto nulla. Con un atteggiamento molto burbero si fa sentire...

The wolf man

Di : George Waggner Con : Lon Chaney Jr. ( un Steve Pemberton sessant'anni prima, in quanto a somiglianza ), Claude Rains ( un padre diffidente che poi uccide il figlio senza pensarci un millisecondo ), Evelyn Ankers ( la sbadata donna del piccolo paesino ) Anno : 1941 Genere : horror Foto tratta da: monstermoviekids.wordpress.com Risulta sempre simpatico pensare a quanto il passaggio del tempo cambi le percezioni delle persone. Tale film, nel 1941, venne considerato un horror bello e buono, mentre al giorno d'oggi verrebbe considerato un prodotto per tutta la famiglia. Popcorn, bibita gassata, un divano comodo e tre gemelli di sei anni a vedere tale film con i propri genitori. Nel corso dei decenni è notevolmente cambiata l'impostazione data ai film di tale genere. Pensiamo a questo, di cui stiamo parlando: un po' di nebbia, scene in notturna, giochi di luce, l'idea che ci sia qualcosa di strano, l'eleganza di classe messa in dubbio da qualcosa di torb...