Di: Matteo Martinez
Con: Frank Matano (l'inguaribile coglione), Niccolò Senni (l'amico che non metabolizza il trauma e si veste come sua madre), Lucia Guzzardi (l'anziana che rischia la colonna vertebrale)
Anno: 2018
Genere: commedia
Pur sopportando poco l'ironia dell'attore (?) campano, ringrazio il cielo per aver visto un lungometraggio del genere. Non ha le sembianze di un capolavoro, di un film da ricordare per chissà quale motivo, ma ha il forte dono di mettersi in gioco, provare, rischiare, andare fuori dagli schemi. Nella sua semplicità cerca di offrire una visione alternativa della comicità all'italiana, forse un pelo più britannica in alcuni casi, e spesso strappa grosse risate. Cambi di genere, no-sense, estremizzazione di frivolezze: ha tutto per farti passare un'ora e mezza con spensieratezza.
Francesco (Frank Matano) cerca di fare il comico ma nessuno ride agli spettacoli in cui vuole racimolare dei consensi. Un giorno si innamora di Francesca (Marika Costabile) e per tre anni è amore puro e demenziale, fino al momento in cui lui fa ridere le persone prendendo in giro la sua ragazza. Per tutto il resto del lungometraggio cerca di riconquistarla, si mette in testa strane idee fino ad inscenare la sua morte tramite pessimi fotomontaggi.
Il film fa ridere anche per i suoi repentini cambi di registro e di genere. Esemplare quello in stile horror movie quando si prepara per andare ad uccidere l'anziana zia Nanna (Lucia Guzzardi), magistrale l'interpretazione di quest'ultima, per poi far saltare tutto il pathos con una semplice constatazione di due secondi. Un altro punto forte è la voglia di estremizzare dei punti secondari: l'amico che mantiene gli orecchini della madre fino quasi alla fine, l'uomo delle rose che si ripresenta, il protagonista con il cartello in mano (vedi foto) per quaranta giorni e quaranta notti. Non è una comicità che siamo abituati a vedere nella penisola, la cerchiamo sempre in altri paesi, e questo mi riempie di gioia. Non è stato snobbato, ha fatto un discreto risultato al botteghino ed è piaciuto ai più. Nonostante dei difetti di base, dalla scelta di certi/e attori/trici, si spera non sia il primo ed ultimo sasso lanciato nel lago. Viene da incrociare le dita per la volontà del regista: che non sia un trampolino di lancio per fare tutt'altro cinema.
= tendente al +
Con: Frank Matano (l'inguaribile coglione), Niccolò Senni (l'amico che non metabolizza il trauma e si veste come sua madre), Lucia Guzzardi (l'anziana che rischia la colonna vertebrale)
Anno: 2018
Genere: commedia
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| Foto tratta da: medianet.com |
Francesco (Frank Matano) cerca di fare il comico ma nessuno ride agli spettacoli in cui vuole racimolare dei consensi. Un giorno si innamora di Francesca (Marika Costabile) e per tre anni è amore puro e demenziale, fino al momento in cui lui fa ridere le persone prendendo in giro la sua ragazza. Per tutto il resto del lungometraggio cerca di riconquistarla, si mette in testa strane idee fino ad inscenare la sua morte tramite pessimi fotomontaggi.
Il film fa ridere anche per i suoi repentini cambi di registro e di genere. Esemplare quello in stile horror movie quando si prepara per andare ad uccidere l'anziana zia Nanna (Lucia Guzzardi), magistrale l'interpretazione di quest'ultima, per poi far saltare tutto il pathos con una semplice constatazione di due secondi. Un altro punto forte è la voglia di estremizzare dei punti secondari: l'amico che mantiene gli orecchini della madre fino quasi alla fine, l'uomo delle rose che si ripresenta, il protagonista con il cartello in mano (vedi foto) per quaranta giorni e quaranta notti. Non è una comicità che siamo abituati a vedere nella penisola, la cerchiamo sempre in altri paesi, e questo mi riempie di gioia. Non è stato snobbato, ha fatto un discreto risultato al botteghino ed è piaciuto ai più. Nonostante dei difetti di base, dalla scelta di certi/e attori/trici, si spera non sia il primo ed ultimo sasso lanciato nel lago. Viene da incrociare le dita per la volontà del regista: che non sia un trampolino di lancio per fare tutt'altro cinema.
= tendente al +

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