Di: Pawel Pawlikowski
Con: Joanna Kulig (alle volte sembra una quindicenne), Tomasz Kot (il genio musicale che fa a pugni con dei patti che non comprende fino in fondo), Borys Szyc (il manager con la patina da guerra mondiale)
Anno: 2018
Genere: drammatico
Dopo l'egregio lavoro fatto con Ida nel 2013, Pawel Pawlikowski si ripresenta con un altro lungometraggio in bianco e nero che non passa per nulla inosservato. Le varie candidature, anche nella massima finestra al mondo, sono qua a ricordarcelo. Però voglio subito partire con la critica: non risulta essere un prodotto completo nella sua totalità, vista la poca ampiezza data alla storia e ai caratteri. Può essere stata una scelta derivata dalla malinconia che pervade per tutti e novanta i minuti, ciò non toglie che lascia con l'amaro in bocca.
E' da poco finito il secondo conflitto mondiale e in qualche parte della Polonia vengono riuniti i migliori artisti al fine di propagandare il messaggio comunista. Le scelte vengono compiute anche da Wiktor Warski (Tomasz Kot), egregio musicista, che in un secondo momento si innamora dell'allieva Zuzanna Lincon (Joanna Kulig). L'amore è ricambiato, lui più di lei cerca di scappare e nel corso degli anni si prendono e si lasciano, passando per Parigi, fino a compiere il gesto estremo al fine di suggellare il loro amore.
A me dispiace aver parlato come ho parlato ad inizio articolo, perché da vedere è di una grazia epocale. Credo che ogni amante del cinema accetterebbe di guardarlo quattro volte di fila, solo per la bellezza che emana tramite la sua fotografia, i paesaggi, un bianco e nero che sembra più grigio che altro ed una capacità di farti percepire il mutamento da giorno a notte anche senza colori. Il fatto è che la poca analisi della storia pesa, non riesco a metterci una pietra sopra, e ti porta a non prestare totale attenzione per tutta la durata del lungometraggio. Risulta impossibile non elevare questo prodotto, però ... c'è il "però" che non si deve dimenticare.
+ tendente all'=
Con: Joanna Kulig (alle volte sembra una quindicenne), Tomasz Kot (il genio musicale che fa a pugni con dei patti che non comprende fino in fondo), Borys Szyc (il manager con la patina da guerra mondiale)
Anno: 2018
Genere: drammatico
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| Foto tratta da: winterolympics2006.info |
E' da poco finito il secondo conflitto mondiale e in qualche parte della Polonia vengono riuniti i migliori artisti al fine di propagandare il messaggio comunista. Le scelte vengono compiute anche da Wiktor Warski (Tomasz Kot), egregio musicista, che in un secondo momento si innamora dell'allieva Zuzanna Lincon (Joanna Kulig). L'amore è ricambiato, lui più di lei cerca di scappare e nel corso degli anni si prendono e si lasciano, passando per Parigi, fino a compiere il gesto estremo al fine di suggellare il loro amore.
A me dispiace aver parlato come ho parlato ad inizio articolo, perché da vedere è di una grazia epocale. Credo che ogni amante del cinema accetterebbe di guardarlo quattro volte di fila, solo per la bellezza che emana tramite la sua fotografia, i paesaggi, un bianco e nero che sembra più grigio che altro ed una capacità di farti percepire il mutamento da giorno a notte anche senza colori. Il fatto è che la poca analisi della storia pesa, non riesco a metterci una pietra sopra, e ti porta a non prestare totale attenzione per tutta la durata del lungometraggio. Risulta impossibile non elevare questo prodotto, però ... c'è il "però" che non si deve dimenticare.
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