Di: Ettore Scola
Con: Ugo Tognazzi (tinta dei capelli e moglie che lo ripudia), Marcello Mastroianni (un giornalista che ha perso la voglia di lottare), Jean Louis Trintignant (sceneggiatore che si trita le dita)
Anno: 1980
Genere: drammatico
Proponendosi con un’aria da lungometraggio popolare, questa opera di Ettore Scola è un inno alla complessità della vita impregnata di ideologie. Tutti i/le partecipanti si scontrano, che siano giovani o anziani/e, con un punto di domanda che impatta contro tutto quello in cui avevano creduto fino a quel momento. Tutti/e mettono in dubbio la loro voglia di vivere, chi più e chi meno, dove il personaggio di Sergio (Serge Reggiani) compie un gesto che, forse, avrebbero fatto un po’ tutti.
Con: Ugo Tognazzi (tinta dei capelli e moglie che lo ripudia), Marcello Mastroianni (un giornalista che ha perso la voglia di lottare), Jean Louis Trintignant (sceneggiatore che si trita le dita)
Anno: 1980
Genere: drammatico
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| Foto tratta da: mymovies.it |
Su un’ampia terrazza romana è in corso un aperitivo pre cena, dove amici/che provenienti da vari ambiti, comunque sempre di fascia borghese, si scambiano idee. In cinque episodi, in cui nel mezzo si torna sempre sulla terrazza romana, si indaga sulla vita di quasi tutti i presenti. Un anno dopo si ritrovano e non sembra essere cambiato nulla.
Forse il lungometraggio maggiormente ideologico del regista di origine campana, che si fornisce di una schiera di partecipanti di prima fascia. Un Vittorio Gassman maggiormente invecchiato, all’epoca non aveva ancora sessant’anni, resta in disparte per gran parte del lavoro per poi uscire con prepotenza e rubare la scena a tutti quanti. Più costante un Ugo Tognazzi che il suo egregio lavoro l’ha sempre fatto, come la mancanza di creatività sociale ed ideologica del personaggio interpretato da Jean Louis Trintignant. Detto ciò, il personaggio che rispecchia di più ciò che voleva dire il regista, quindi un tempo che cambia e che non ci trova preparati, viene interpretato da un magistrale Serge Reggiani. Dispiace non sia stato dato molto valore alla visione femminile della faccenda, se non in minima parte con la storia riguardante Stefania Sandrelli. Un manifesto di un tempo andato.
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Forse il lungometraggio maggiormente ideologico del regista di origine campana, che si fornisce di una schiera di partecipanti di prima fascia. Un Vittorio Gassman maggiormente invecchiato, all’epoca non aveva ancora sessant’anni, resta in disparte per gran parte del lavoro per poi uscire con prepotenza e rubare la scena a tutti quanti. Più costante un Ugo Tognazzi che il suo egregio lavoro l’ha sempre fatto, come la mancanza di creatività sociale ed ideologica del personaggio interpretato da Jean Louis Trintignant. Detto ciò, il personaggio che rispecchia di più ciò che voleva dire il regista, quindi un tempo che cambia e che non ci trova preparati, viene interpretato da un magistrale Serge Reggiani. Dispiace non sia stato dato molto valore alla visione femminile della faccenda, se non in minima parte con la storia riguardante Stefania Sandrelli. Un manifesto di un tempo andato.
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