Di: Paddy Considine
Con: Peter Mullan (quello che uccide cani), Olivia Colman (quella che riceve urina), Eddie Marsan (quello che dona urina)
Anno: 2011
Genere: drammatico
Per chi è solito bazzicare il territorio d'oltremanica, parlo di medie/piccole città e non di metropoli multiculturali all'ennesima potenza, questo lungometraggio eleva in maniera esponenziale la vita in quei determinati luoghi: marginalità, disorientamento, inattività socialmente inutile, obesità. In questo film non c'è nessun obeso vivo ma volevo parlare lo stesso di questo problema che affligge le città come, per dirne una, Derby.
Girato in qualche zona dalle parti di Leeds, racconta alcune giornate di tale Joseph (Peter Mullan). In preda ad attacchi d'ira ogni tot minuti, questo vedovo uccide cani, picchia minorenni ed offende qualsiasi persona che lo guarda. Come da copione, un giorno qualcuno ricambia il favore e si risveglia menando le mani dopo svariate ore. L'ira inizia a placarsi quando incontra Hannah (Olivia Colman), all'apparenza una perfetta moglie e donna di Chiesa che in verità deve fare i conti con un marito (Eddie Marsan) che gli urina contro e fa del suo organo riproduttivo un cassone del vetro. Sono delle visioni macabre, lo ammetto, ma questo succede. I due protagonisti si trovano ma lei, ahimè, uccide il coniuge dopo uno stupro e finisce in galera. Tra i due sembra nascere un amore, dopo il suo, di lui, ultimo atto d'ira in cui sventra un cane e glorifica il suo gesto sedendosi su di una poltrona nemmeno fosse Nerone.
Forte, molto forte. Non è un film per gente che al pomeriggio guarda un programma della Barbara D'Urso e la sera non perde una singola puntata di Un posto al sole. C'è da dire che le repentine botte di durezza, penso a quando la donna parla dei vetri inseriti per non farla rimanere incinta, sfalsano un pelo il giudizio su tale prodotto. Lo reputo un buon film, romanza fin troppo un problema non certo di nicchia, ma se non avesse questi bruschi cambi di direzione risulterebbe un bel prodotto di novanta minuti ma niente di più. Ritornando alla questione dei viaggi d'oltremanica, il personaggio interpretato da Peter Mullan può essere uno dei tanti presenti nelle città di cui parlavo. Quanti ne ho visti così, forse non proprio così estremi, ma quanti? Troppi. Il fatto che il luogo in cui viene girato sembra assolutamente privo di vita offre quel tocco in più che sfalsa ancora di più il giudizio. Di più, giusto per ripeterlo un'altra volta, così, a caso. Per fortuna che non possiedo alcun cane.
= tendente al +
Con: Peter Mullan (quello che uccide cani), Olivia Colman (quella che riceve urina), Eddie Marsan (quello che dona urina)
Anno: 2011
Genere: drammatico
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| Foto tratta da: gliacchiappafilm.it |
Girato in qualche zona dalle parti di Leeds, racconta alcune giornate di tale Joseph (Peter Mullan). In preda ad attacchi d'ira ogni tot minuti, questo vedovo uccide cani, picchia minorenni ed offende qualsiasi persona che lo guarda. Come da copione, un giorno qualcuno ricambia il favore e si risveglia menando le mani dopo svariate ore. L'ira inizia a placarsi quando incontra Hannah (Olivia Colman), all'apparenza una perfetta moglie e donna di Chiesa che in verità deve fare i conti con un marito (Eddie Marsan) che gli urina contro e fa del suo organo riproduttivo un cassone del vetro. Sono delle visioni macabre, lo ammetto, ma questo succede. I due protagonisti si trovano ma lei, ahimè, uccide il coniuge dopo uno stupro e finisce in galera. Tra i due sembra nascere un amore, dopo il suo, di lui, ultimo atto d'ira in cui sventra un cane e glorifica il suo gesto sedendosi su di una poltrona nemmeno fosse Nerone.
Forte, molto forte. Non è un film per gente che al pomeriggio guarda un programma della Barbara D'Urso e la sera non perde una singola puntata di Un posto al sole. C'è da dire che le repentine botte di durezza, penso a quando la donna parla dei vetri inseriti per non farla rimanere incinta, sfalsano un pelo il giudizio su tale prodotto. Lo reputo un buon film, romanza fin troppo un problema non certo di nicchia, ma se non avesse questi bruschi cambi di direzione risulterebbe un bel prodotto di novanta minuti ma niente di più. Ritornando alla questione dei viaggi d'oltremanica, il personaggio interpretato da Peter Mullan può essere uno dei tanti presenti nelle città di cui parlavo. Quanti ne ho visti così, forse non proprio così estremi, ma quanti? Troppi. Il fatto che il luogo in cui viene girato sembra assolutamente privo di vita offre quel tocco in più che sfalsa ancora di più il giudizio. Di più, giusto per ripeterlo un'altra volta, così, a caso. Per fortuna che non possiedo alcun cane.
= tendente al +

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