Passa ai contenuti principali

Chopper

Di: Andrew Dominik
Con: Eric Bana (l'autentico figlio di buona donna australiano, semi analfabeta), Vince Colosimo (quello mezzo zoppo che non porta rancore), Simon Lyndon (il bastardo che vuole fottere il protagonista in carcere)
Anno: 2000
Genere: crime

Foto tratta da: aso.gov.au
Dopo aver concluso tale film, ti verrebbe da parlare con costanti e volgari intercalari: "Portami una birra, cazzo"; "Devo andare in bagno, porca di quella vacca"; "Dammi almeno cinquanta fottutissimi euro, bastardo". E invece no, ti ritrovi al solito posto ad asciugare piatti e mettere sul pentolino dell'acqua al fine di fare del thè caldo. Non tutti possono girare con venti pistole sulla cinta, non tanto perché ti potrebbero beccare ma per il semplice fatto che non riusciresti a stare in piedi dal troppo peso. Non è così per il protagonista, uomo roccioso e figlio di un padre dalla visione alternativa.
Mark Brandon (detto Chopper) Read (Eric Bana) è un problema sociale: ama il casino tanto quanto la prigione, ama la birra tanto quanto la lama dei coltelli all'interno di corpi estranei. Fin dalla pubertà, voglio vederlo così, compie crimini a catinelle. Non si capisce bene il motivo per cui viene mandato in libertà, dove tramite collaborazioni con la polizia e crimini dettati da una pazzia per nulla nascosta, vive una vita atipica tra prostitute, drogati, spacciatori ed un padre che gli apre sempre la porta con fare indifferente. Torna in carcere, com'è giusto che sia, e scrive un best seller che lo porta alla ribalta.
Storia vera: questo mezzo matto viene riconosciuto come il peggior criminale creato dallo stato australiano. Per chi l'avesse visto solo ora, a distanza di diciannove anni dall'uscita, non può non notare la somiglianza con Bronson (anno 2008, di Nicolas Winding Refn). La pazzia che dilaga è la stessa, come il fatto di non orientarsi con precisione una volta uscito dal carcere, però manca quella profondità quasi filosofica che possiede il film del regista danese. Si tratta di un prodotto godibile, ben fatto, ma che non lascia praticamente nulla oltre la bellissima metamorfosi, anche con film in corsa, del protagonista. Fu il lungometraggio che portò alla ribalta sia Eric Bana che Andrew Dominik, aprendo a tutti e due la strada verso Hollywood.

=

Commenti

Post popolari in questo blog

La terra dell'abbastanza

Di : Damiano e Fabio D'Innocenzo Con : Andrea Carpenzano ( quello che ci tiene a ripetere che non è un attore ), Matteo Olivetti ( Mr. sguardo spiritato, quando je gir a), Max Tortora ( un padre ciarlatano e truffaldino ) Anno : 2018 Genere : drammatico Foto tratta da: quinlan.it La base di tale opera prima dei fratelli D'Innocenzo ricorda moltissimo "Non essere cattivo" (2015) di Claudio Caligari , dal contesto al doppio ruolo di protagonisti romani e sbandati. Dopo aver scritto questa cosa sono andato a controllare e la cosa simpatica è che loro, i fratelli D'Innocenzo , questo film ce l'avevano in gestazione da sei anni ma nessuno li cagava. Pur avendo la stoffa di un'ottima prima uscita sul grande schermo, del regista da qualche anno deceduto non ha la stessa profondità. Segue quel filone di inchiesta delle periferie che sta colpendo il nostro cinema, cosa assai gradita che sia ben chiaro, ma alle volte sembra troppo banale o scontato. Una ba...

Office space

Di : Mike Judge Con : Ron Livingston ( non è Ted di HIMYM ), Jennifer Aniston ( doveva ancora sposarsi con Brad Pitt ), Stephen Root ( il personaggio per cui vale la pena guardare il film ) Anno : 1999 Genere : commedia Foto tratta da: creepersreview.blogspot.it Scritto e diretto dal creatore del cartone animato " Beavis and Butt-head ", tale film è considerato un vero e proprio cult della commedia nordamericana. Quest'ultima, specialmente nei film di massa degli anni novanta, era abbastanza piatta, quasi da " Mamma ho perso l'aereo ", ripetitiva e non tanto finemente razzista. In questo lungometraggio troviamo un po' tutto questo, compreso un finale clamorosamente frivolo e ben poco veritiero. Una banda di impiegati di un'azienda di software vivono il lavoro come una vera e propria seccatura, dalla noia al capo antipatico, dalla sottomissione alle pratiche che sembrano tutte uguali. Un bel giorno, figlio anche di una riduzione di personale...

The wolf man

Di : George Waggner Con : Lon Chaney Jr. ( un Steve Pemberton sessant'anni prima, in quanto a somiglianza ), Claude Rains ( un padre diffidente che poi uccide il figlio senza pensarci un millisecondo ), Evelyn Ankers ( la sbadata donna del piccolo paesino ) Anno : 1941 Genere : horror Foto tratta da: monstermoviekids.wordpress.com Risulta sempre simpatico pensare a quanto il passaggio del tempo cambi le percezioni delle persone. Tale film, nel 1941, venne considerato un horror bello e buono, mentre al giorno d'oggi verrebbe considerato un prodotto per tutta la famiglia. Popcorn, bibita gassata, un divano comodo e tre gemelli di sei anni a vedere tale film con i propri genitori. Nel corso dei decenni è notevolmente cambiata l'impostazione data ai film di tale genere. Pensiamo a questo, di cui stiamo parlando: un po' di nebbia, scene in notturna, giochi di luce, l'idea che ci sia qualcosa di strano, l'eleganza di classe messa in dubbio da qualcosa di torb...