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Micmacs

Di: Jean-Pierre Jeunet
Con: Dany Boon (accidentalmente con una pallottola vicino al cervello), Nicolas Marié (il cattivo che tratta il figlio come un oggetto), Julie Ferrier (la contorsionista dei frigoriferi)
Anno: 2009
Genere: commedia

Foto tratta da: collider.com
Per chi avesse amato Delicatessen, lungometraggio dello stesso regista datato 1991, con tale lungometraggio non perderà il proprio tempo. Uscirà dalla sala o dal soggiorno di casa storcendo un attimo il naso, perché poteva uscire qualcosa di più corposo, ma di certo non potrà dire di aver visto un prodotto privo di valore. Come nel film del 1991, Jean-Pierre Jeunet cerca di indagare su quella vita ai margini della società, nascosta, estrema nel suo grottesco surrealismo. Quella società posta sotto il pavimento, dove la maggior parte delle persone pensano di trovare solamente della terra ed un'infinità di reperti.
Bazil (Danny Boon) è un videotecaro parigino appassionato di lungometraggi di una certa età. Una sera, durante l'orario di lavoro, incappa in una faida di fronte al negozio in cui lavora ed una pallottola lo colpisce alla testa. Non intacca nessun organo e se dovessero estrarla resterebbe un vegetale, quindi preferiscono farlo vivere alla giornata perché al minimo spostamento di tale pallottola potrebbe morire. Perde tutto, compreso il lavoro, quindi decide di vivere in quella strada in cui troverà una nuova famiglia. Per tutta la durata del film cercherà, con la sua goffaggine, di farla pagare a quei proprietari di armi della città in cui risiede e che, inspiegabilmente, forniscono il mondo intero ma hanno le sedi a distanza di venti metri una dall'altra.
Con una costante aura di fiaba ed una lente cinematografica che predilige un'impronta giallo sporco, il regista classe 1953 riesce a creare un mondo alternativo. Un mondo da discarica, dove sotto lo spreco popolare esiste una casa che non ha nulla da invidiare alle normali residenze. Ci mette dentro di tutto, dalla contorsionista (Julie Ferrier) al genio dell'inventiva (Michel Cremades), dove tutto sembra possibile e la sfortuna che gli ha portati a vivere in una discarica, quindi sono persone che hanno perso tutto, non si presenta mai. Per dire, quando completano il diabolico piano si ritrovano una Parigi completamente libera, priva di esseri umani, dove possono posizionare un enorme magnete a bordo strada e giostrare a proprio piacimento l'apertura o chiusura di un ponte. Però il bello di tali film è anche l'estrema irrealtà, dove nell'attuazione dei piani tutti ridono e non sembrano fare alcun sforzo. Alle volte ricorda quella magia di Harry Potter, dove tutto viene bene e nulla intacca i protagonisti. Da ricordare la scena in cui esplode una fabbrica di armi (vedi foto), dove con quattro inquadrature ci fa percepire le piccolezze che comporta un evento del genere.

= tendente al +

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