Di: Sofia Coppola
Con: Rashida Jones (la protagonista con matrimonio interraziale che starebbe bene vestita pure con un sacco della spazzatura), Bill Murray (il padre che domina la scena ed insinua dubbi), Marlon Wayans (marito nel film ed uno dei tanti fratelli di quello che faceva la sit-com nella vita vera)
Anno: 2020
Genere: comedy-drama
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| Foto tratta dal sito: indiewire.com |
Non è che abbia mai avuto tanta voglia di andare a New York, probabilmente sarebbe l'ultima tappa di un viaggio d'oltreoceano improntato sull'abuso di junky-food, però quando incappo in prodotti del genere, dove viene rappresentato un vero amore per la città in questione, qualche dubbio inizia a presentarsi. Questi sinuosi palazzi, queste vie curate, questi locali in cui tutto sembra in ordine ed un traffico all'apparenza accettabile. Poi ricordo che non può essere così, che devi schivare proiettili e rapine ad ogni cambio di direzione, per non parlare di quell'odioso odore da grande città che a New York sarà al limite della concezione umana per un provinciale qualsiasi.
Laura (Rashida Jones) è una newyorkese che ha tutto: un bel marito (Marlon Wayans) che sta volando con la propria azienda, due figlie adorabili, un impeccabile appartamento con vetrate in qualche distretto non proprio centrale ed una naturale bellezza che in molti non trovano nemmeno nei sogni. In tutto questo si presenta il padre (Bill Murray), donnaiolo fuori controllo e con un bagaglio di cultura, atta all'approccio, tendente all'infinito. I dubbi del padre, il lavoro del marito, alcune idee strampalate causa un matrimonio all'apparenza in stallo portano la donna a dubitare di molte cose, portandola addirittura in un resort messicano molto colorato.
Dopo la batosta ricevuta con The Bling Ring, lungometraggio coppolese del 2013, non ho voluto a che fare con la signora in questione per tutti questi anni. Riconoscendogli una scrittura più che distinta, nella sua semplicità di raccontare le pieghe della quotidianità, quel film provocò notevoli giramenti di testicoli. In questo, anche se i due precedenti quasi quasi me li recupero a questo punto della storia, offre qualcosa. Offre una buonissima scrittura, quella che ritrova la protagonista alla fine del lungometraggio, due ottime interpretazioni principali ed una patina di amore verso la città che è difficile da non apprezzare. Un amore per la città onirico, perché non credo minimamente al fatto che sia così poco affollata. Non c'è nemmeno da sottolineare che la presenza di Bill Murray dona qualcosa in più al prodotto, grazie all'ennesima lodevole interpretazione in un mix di comicità intellettuale. Un prodotto che non osa mai ma segue il corso principale della storia e le sue diramazioni, rendendolo di qualità.
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